Un giorno (di sole) di ordinaria follia (a Salerno)

di LUIGI CERCIELLO

Ore 17.30, manca poco all’ora X deciso dai DPCM nazionali e la città di Salerno si presenta con un fiume di auto che da Vietri arriva fino a Mercatello e dall’altro lato da Torrione fino alla zona Teatro Verdi.

Complice una giornata più che primaverile (toccati i 24°) l’intera cittadinanza, si è riversata sulle principali arterie della città che costeggiano il mare, ma anche il corso principale e le piazze circostanti.

I parcheggi sono stracolmi in ogni dove con la polizia locale che cerca di fare quel che può in questo fiume incontrollato, tracimante, di auto e persone.

Qua e là giacciono accantonati i cartelli che invitano la popolazione ad un comportamento responsabile, “RESTIAMO A CASA COLLABORIAMO TUTTI”. Questo l’accorato appello stampigliato sulle transenne; Ma non c’è niente da fare, niente ferma il Salernitano e ancor di più coloro che arrivavano in città da ogni parte della Provincia e anche dall’avellinese, neanche una pandemia mortale (forse solo la pioggia intensa),li fa desistere dal rituale dello “struscio” al sole.

Molti di voi staranno pensando: sarà la gioia degli esercenti, nulla di più sbagliato, loro che hanno vissuto sulla propria pelle cosa significa rimanere chiusi per mesi senza guadagnare un euro, con le bollette da pagare e il pane da mettere in tavola, più di tutti, sanno cosa significa, basta parlare con alcuni di loro: “Mo’ vir lunnerì” questo il commento più soft in dialetto nostrano di uno di loro. La verità è che sono incazzatissimi! E sapete perché? Perché sanno che questo comportamento irresponsabile porterà ad un nuovo inasprimento dei blocchi e la preoccupazione di un nuovo lockdown. Dal canto loro le forze dell’ordine possono fare molto poco, rischiano “e mazzate”(in senso metaforico). Purtroppo l’autodisciplina non è innata la s’insegna. Un popolo disciplinato è un popolo consapevole purtroppo noi non siamo né l’uno né l’altro e ne paghiamo le conseguenze e noi pochi, umili mortali, rimane solo di lasciare una testimonianza di tanta scelleratezza, sperando che la pandemia passi presto, ma si sa “La speranza è l’ultima a morire”.

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