La filiera corta della canapa conquista il mercato

di Giovanna Naddeo

Sfruttare la filiera corta per la produzione di oli e farine esclusivamente a base di canapa. Questi gli obiettivi di “Primizia Italia 4.2.0”, cooperativa agricola nata quasi due anni fa San Mango Piemonte da un’idea del giovane Maurizio De Simone. Oltre 12 ettari dedicati alla lavorazione della granella di canapa. Un business in pieno sviluppo che, tuttavia, richiede ancora molto sostegno e tutela da parte del legislatore. 

Come ha deciso di cimentarsi in quest’attività?

Tutto nasce dalla passione per la canapa e dalla voglia di scoprirne, anzi riscoprirne, le mille virtù. Pochi ricordano che fino agli anni ’40, l’Italia era una potenza mondiale della produzione e lavorazione della canapa; solo in Campania ne venivano coltivati all’incirca 200 mila ettari di terreno. Si tratta di una pianta dalle numerose proprietà, prima di tutto in campo medico, per la cura di malattie neurologiche, dolori fisici e muscolari. Tutto grazie al cbd, ossia il cannabidiolo, il quale non è psicoattivo, bensì ha un effetto rilassante. Il cbd, infatti, limita di intensità e di frequenza le contrazioni muscolari involontarie ed è un ottimo antinfiammatorio. Altri vantaggi si stanno riscontrando nei recenti studi in materia di bioedilizia, quale potenziale soluzione alternativa al calcestruzzo. Insomma, una pianta dai mille utilizzi, nonché un ottimo rimedio sostitutivo alle produzioni industriali che nuocciono alla salute ed incrementano l’inquinamento atmosferico.

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Quali sono le difficoltà riscontrate in un settore ancora non visto “di buon occhio”?

Purtroppo molti si approcciano a questa produzione esclusivamente alla ricerca di un “guadagno lampo”. L’attività della nostra cooperativa è totalmente differente: puntiamo alla filiera, alla cura dell’intera filiera della pianta, dalla sua produzione alla trasformazione (la premitura a freddo del seme), fino alla vendita all’ingrosso e al dettaglio, sia nell’ambito florovivaistico, con la produzione di piante certificate, sia nell’ambito alimentare. Sempre più persone si stanno avvicinando ai prodotti di questa natura, eppure c’è ancora tanto da fare per sfatare falsi pregiudizi. In questo momento, nel nostro Paese, dilaga una forte ignoranza sul tema, per non parlare dei vuoti normativi per la tutela tanto dei consumatori, quanto degli stessi produttori

A suo giudizio, quali sono le carenze della legge n 242/2016, la norma per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa?

I produttori non sono tutelati. Sul mercato circolano prodotti provenienti dalla Svizzera, dalla Spagna e da alcune regioni degli Stati Uniti che rispettano, sì, i livelli di THC prescritti dalla Legge n. 242/2016 (nei limiti dell 0,2%, ndr), ma non appartengono alle varietà certificate dalla stessa norma. Questi prodotti non sono sottoposti a controlli e possono comportare gravi danni ai consumatori per la presenza di muffe e agenti patogeni. Quello che nuoce al mercato è la grave speculazione di aziende e società che, anziché produrre filiera, preferiscono importare prodotti da altri paesi.

Progetti futuri?

Tra qualche settimana apriremo il nostro punto vendita a Ogliara all’interno del quale sarà possibile assistere allo sviluppo dell’intera filiera. Inoltre, quest’estate parteciperemo a numerose attività come la prima edizione del “Magazzeno Summer Festival” sul litorale di Pontecagnano. Un’ottima occasione per far apprezzare al grande pubblico i nostri prodotti.

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