Brexit, come andrà a finire?

di Giovanna Naddeo

Brexit, ci siamo quasi.

A meno di due mesi dall’addio ufficiale, lo scenario di un “no deal” tra Gran Bretagna e Unione Europea inizia a preoccupare davvero tutti. Dalla Regina, per la quale sarebbe già pronto un piano di evacuazione in caso di tensioni sociali, agli oltre 700 mila italiani che studiano e vivono oltremanica.

Tra questi, decine e decine di migliaia sono studenti e giovani in cerca di occupazione. Ancora oggi, infatti, è la Gran Bretagna la meta preferita dagli under 30 per la formazione universitaria, il lavoro e l’apprendimento delle lingue. Tanti i nodi ancora da sciogliere tra Londra e Bruxelles, a cominciare dal programma Erasmus+ alle tasse universitarie (attualmente, gli studenti europei possono accedere a cospicue borse di studio e altre forme di finanziamento al pari degli inglesi). Secondo i dati diffusi dal Migrant Advisory Committee, tra le professionalità italiane più presenti nel Regno Unito spiccano dottori e infermiere: oltre un migliaio i primi, circa 2900 le seconde.

Tra queste, una giovane infermiera salernitana, Mietta De Sio. Dopo la laurea nel 2015 in “Infermieristica Pediatrica” all’Università degli Studi di Salerno, Mietta è salita sul primo aereo per Londra dove la sua carriera è decollata all’ospedale di Northwick Park.

“La scelta di lavorare nel Regno Unito è nata dalla voglia di conoscere una nuova realtà oltre quella italiana, a mio giudizio deludente. Da sempre ho nutrito il desiderio di scappare da questo Paese, soprattutto per la difficile ricerca di un posto di lavoro che rispettasse il mio curriculum professionale. Da qui la svolta: cinque mesi dopo la laurea ero all’ospedale di Northwick Park, Londra”.

Un reparto cosmopolita quello di Mietta, nel quale molti suoi colleghi hanno accolto malvolentieri il risultato del referendum del 23 giugno 2016.

Mietta De Sio
Mietta De Sio

La paura dell’ignoto regnava sovrana nel mio reparto dato che quasi tutti i miei colleghi erano immigrati. Sin da subito, la caposala e il capo di dipartimento si sono mobilitati per contenere il panico ed attuare tutta la documentazione necessaria affinché l’ospedale potesse proteggere i propri dipendenti immigrati da possibili effetti negativi della Brexit. E’ vero, la Brexit è stata vissuta da tutti come un trauma. I miei colleghi italiani vivono nella speranza di non perdere il lavoro ed essere espatriati. La paura di poter perdere quanto costruito negli ultimi anni è devastante. Fortunatamente, la direzione sanitaria si è mobilitata per rassicurare tutti i dipendenti, offrendo l’ospedale stesso quale garante”.

L’esito del referendum ha scosso molto anche gli studenti universitari. Un vero “shock”, come sottolinea Vincenzo Pandolfo, originario di Vietri sul Mare, diplomatosi all’Istituto “B. Focaccia” di Salerno, da quattro anni studente presso l’Imperial College London.

vincenzo
Vincenzo Pandolfo

“Gli studenti erano a grandissima maggioranza per il “remain”. E’ stato un po’ uno shock per tutti il giorno dopo il referendum. Tuttavia, oggi non siamo alquanto preoccupati. Siamo tutti con i documenti “a posto”. Perché ho deciso di studiare qui? Ci sono più opportunità di crescita personale e professionale. Attualmente la mia università è all’ottavo posto nella classifica degli atenei più prestigiosi al mondo e questo si riflette sulla qualità del corpo studenti, dei docenti e delle opportunità professionali che ne conseguono”.

Qualità, competenza e consapevolezza cosmopolita, questi sono alcuni dei fattori che hanno convinto anche un’altra giovane salernitana, Francesca Mazzola, a trasferirsi in UK per proseguire gli studi, subito dopo il diploma presso il Liceo Classico “Torquato Tasso” di Salerno.

francesca
Francesca Mazzola

“Sono volata in Inghilterra per poter iniziare i miei studi in giornalismo alla London Metropolitan University. In Italia ci sono le scuole di giornalismo, ma non c’è una facoltà come qui nel Regno Unito. Ho colto questa grande opportunità anche per vivere una nuova esperienza. A proposito della Brexit, nonostante le rivolte studentesche degli ultimi e il clima di rassegnazione (in molti erano per il “remain”), sono ancora numerosi gli studenti che arrivano qui. Londra è molto amata dai ragazzi. Tuttavia, ci sono tanti dubbi e perplessità, a cominciare dal tema tasse universitarie. Al momento noi studenti europei usufruiamo di importanti vantaggi. Chissà come andrà a finire”. In merito alle prossime elezioni europee: “Non riesco a votare con la scheda che mi arriva via posta. Ho bisogno di vivere sostanzialmente l’aria del seggio. Se il 26 sarò in Italia, andrò a votare lì” conclude Francesca.

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