Lettera di Punzo e De Luca: “Non si può legare il rientro a scuola agli esiti della campagna vaccinale”

Settembre è alle porte ed a balzare in primo piano, agli onori delle cronache sarà senza dubbio il mondo della scuola. Una situazione delicata ancora piena di punti interrogativi per ciò che concerne la sicurezza tra i banchi degli studenti e la moltitudine di idee e soluzioni, spesso bizzarre da parte dei governanti legate alla situazione sociale della pandemia da coronavirus. Sono tantissimi gli operatori del settore, dagli insegnanti, ai dirigenti, al personale ATA, agli studenti, ai genitori dei bambini, che cercano e vogliono chiarezza ed una linea logica da seguire evitando “colpi di testa senza senso ed anticostituzionali”. Dai “zainetti gialli” al “Team Free”, sono molti i gruppi spontanei di persone che lottano per la tutela della scuola, dello studio, della cultura, per la libertà dell’essere umano e tanti altri temi che abbiamo visto balzare in primo piano, di volta in volta, in quest’ultimo periodo storico sociale molto particolare che ha portato dei forti cambiamenti e rotture di certi sereni equilibri che ha caratterizzato il nostro vivere quotidiano. In questo contesto pre-scolastico è interessante la lettera aperta dei dirigenti napoletani Colomba Punzo, Dirigente Scolastico IC 83 Porchiano Bordiga e Piero De Luca Dirigente Scolastico IC 61 Sauro Errico Pasco che mette in luce dubbi e la pericolosità nel legare il rientro a scuola agli esisti della campagna vaccinale da Covid-19.

Ecco il testo:

Settembre è ormai dietro l’angolo e tutti gli operatori della scuola campana si augurano che possa essere assai diverso da quello appena trascorso. Eppure, nubi minacciose già vanno addensandosi all’orizzonte provenienti dalla nostra Amministrazione Regionale, per la quale la riapertura in presenza sarebbe ammissibile solo previo raggiungimento di una “soglia di sicurezza” nell’andamento della campagna vaccinale degli studenti (posto che quella del personale scolastico, docente e non docente, già raggiunge le percentuali più alte d’Italia). Questo scambio appare inesplicabile tanto più perché di esso non v’è traccia in alcuna indicazione nazionale, né sul versante scientifico, né tantomeno su quello politico, e andrebbe dunque rigettato e rispedito al mittente con forza e nettezza; ma c’è di più. Con singolare ed incomprensibile solerzia, il Presidente della Giunta Regionale della Campania ritiene opportuno convocare, per il tramite dell’Assessora all’Istruzione (altro passaggio irrituale), tutti i Dirigenti Scolastici regionali per (letterale) “condividere idonee strategie per favorire l’adesione della popolazione studentesca alla campagna vaccinale in corso”.
In merito a questo anomalo invito, più volte spostato vista la quantomeno singolare decisione di fissarlo in date ed orari a dir poco caotici per la scuola, nascono alcuni legittimi dubbi :

  • il primo dubbio riguarda la forma assembleare scelta per l’incontro (tutti i dirigenti della regione Campania) tale modalità non appare la più adeguata per “condividere strategie” quanto piuttosto quella per comunicare scelte e linee d’indirizzo.
  • Il secondo dubbio riguarda la sostanza, infatti ci si chiede quale possa mai essere il ruolo dei Dirigenti Scolastici nell’elaborazione di tali “strategie”, trattandosi di materia sanitaria ed in ogni caso lasciata alla libera scelta delle famiglie.
  • Il terzo è un dubbio di merito, infatti non è trascurabile il fatto che le problematiche di avvio dell’anno scolastico sono molto diverse per il primo ed il secondo ciclo. Negli istituti comprensivi l’adesione alla campagna vaccinale coinvolge una piccola parte degli studenti (solo parte della seconda e terza media) mentre restano fuori gli alunni dall’infanzia alla prima media. Non vorremmo che ciò divenisse ulteriore elemento di discriminazione e di ostacolo ad un sereno rientro in classe.
    In ultimo, l’esperienza passata e non solo quella della recente pandemia ci dice che la scuola deve essere luogo di conforto, di dialogo e di confronto, bisogna evitare che diventi luogo di scontro lasciando poi nelle mani dei dirigenti e degli operatori scolastici il cerino acceso della gestione del conflitto.
    Tutto ciò premesso ci sembra molto pericoloso legare il rientro a scuola agli esiti della campagna vaccinale e sperando che la pausa agostana porti consiglio, ci auguriamo un rinnovato impegno per il ritorno in classe in presenza di tutti gli studenti.

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