Salerno la città europea…della criminalità

Dalla droga, alla sporcizia, ai furti, alla microcriminalità, la città sembra essere tornata indietro nel tempo

Negli ultimi tempi, la città di Salerno sembra essere fuori controllo. Nel post pandemia sembra davvero vivere in un incubo e si registrano aumenti di casi di spaccio di stupefacenti in varie zone della città, di eventi particolari, come quello di pochi giorni fa di un uomo, preso da un raptus di follia, che aveva aggredito una minorenne e che per fermarlo era stato ammanettato ad un palo del semaforo all’altezza del palazzo delle poste centrali in corso Garibaldi: o ancora di persone in stato di ubriachezza che aggrediscono anche solo verbalmente, passanti e esercenti commerciali ( come il caso di piazza Portanova di circa un mese fa). A balzare alle cronache negli ultimi giorni, sono i continui furti avvenuti, sempre con la stessa modalità, in varie parti della città. Dal bar tabacchi Valente, alla gelateria-pasticceria Giallo Limone a corso Vittorio Emanuele, al Caseificio Latte e Sale a Torrione, alla Madegra adiacente Piazza della Concordia fino all’ultimo caso di Mizzica in via Portanova, la nota attività di prodotti siciliani, i ladri si introducono nell’attività commerciale sfondando il vetro di ingresso, a volto coperto, e portando via la cassa. Una città allo sbando che sembra tornata agli anni 70-80. Questo il post sui social di uno dei proprietari dell’attività sicula dal quale traspare amarezza e rabbia per l’accaduto e che non ha voluto lasciare altra dichiarazione: “Martedì 15 Giugno. Tra le 4.30 e le 5.30 ci hanno fatto visita da Mizzica Specialità Sicule. Il risultato sono 6.000 euro di danni e un bottino per i “ladri” che ammonta a 20 euro di spiccioli contenuti nel cassetto della cassa che hanno portato via. La nostra città sicura. La nostra classe politica che parla di Salerno come città da vivere. Siamo costretti a spazzarci le strade e a vigilare le nostre attività perché nessuno ci tutela. Nessuno. Però paghiamo le tasse, i contributi, facciamo sacrifici economici anche personali e questo è il tornaconto. Furti in pieno centro a ripetizione. Siamo abbandonati. Siamo soli con noi stessi. Ma noi tiriamo avanti. Testa alta e pedalare. Umiltà, sacrificio e non si molla”. Già dopo il furto di marzo la titolare di Giallo Limone chiedeva “un controllo capillare a tutela delle nostre attività per mille motivi già in difficoltà e oggi come non mai sovraesposte e indifese”. C’è chi, sempre tra i commercianti ed i ristoratori, parla di creare ronde e controlli fai da te, chi ha montato delle telecamere interne di videosorveglianza e chi è scoraggiato definendo in modo alquanto ironico Salerno come città europea della criminalità. Tra i commercianti e ristoratori intervistati c’è anche chi si è lamentato verso le forze armate, presenti in città e sempre pronte in azioni “di presunta sicurezza contro chi non porta la mascherina di protezione contro eventuali contagi da covid-19, contro chi non rispetta il coprifuoco ma che latitano quando si tratta di intervenire per cose più serie”. Indubbiamente una “città incazzata” per usare il titolo di un noto film di animazione, anche per il continuo abbandono nel degrado e nella sporcizia, come ha lamentato più di un noto ristoratore della zona centro e della zona orientale. Una città che però non sembra essere in allarme sicurezza come ha rassicurato Dario Loffredo, assessore del Comune di Salerno, in un’intervista ad altra testata giornalistica.

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