Troppi tumori a sud di Salerno, dai rifiuti allo smog, è una polveriera

di BRIGIDA VICINANZA

Si apre una ferita in Cilento dove – adesso – è allarme tumori e patologie oncologiche. Queste ultime potrebbero essere causate (anche) dalle vecchie tubature dell’acqua ancora in amianto, ma non solo. Un report – dei giorni scorsi – che ha destato tante, troppe preoccupazioni quello dei dati raccolti tra gli archivi dei medici di medicina generale operanti in 70 comuni a sud di Salerno, da Battipaglia a Sapri, dove è stato rilevato su un campione significativo di assistiti (196.892 unità, corrispondenti a oltre il 50 per cento dell’intera popolazione residente) un totale di ammalati di cancro per una media del 4,83 per cento, con picchi nel distretto di Vallo della Lucania e di Sapri superiori alla media nazionale. Preoccupante perché nella zona specifica non sono presenti insediamenti industriali che potrebbero contribuire (come accade in altri luoghi) alle patologie specifiche, così come lo smog che nel “bel territorio” è sempre più ridotto rispetto ai centri cittadini. E ancora, i cittadini della zona seguirebbero un’alimentazione corretta che potrebbe – dall’altro lato -contribuire ad una buona salute. Ma stando ai numeri dei malati che stanno crescendo sempre di più, non è affatto così. Tanti indizi che portano – invece – ad un’altra spiegazione e motivazione: in varie località del territorio, particolarmente in occasione dell’esecuzione di lavori pubblici e di opere pubbliche, potrebbero essere stati illecitamente occultati rifiuti pericolosi, che avrebbero così inquinato l’ambiente circostante. Ma non solo, perché il “mostro” potrebbe nascondersi anche nelle acque delle zone interessate: risulta infatti che le condotte adduttrici dell’acqua potabile sono ancora costituite da tubazioni di cemento amianto le cui fibre, diluendosi nell’acqua, favoriscono l’insorgenza di malattie oncologiche, che si va poi ad aggiungere al pessimo stato delle tubazioni stesse, che determina sistematiche perdite e sversamenti che inquinano le falde acquifere. E adesso, alla luce del sole della costa cilentana, i suoi abitanti chiedono la stessa chiarezza così da correre ai ripari e salvaguardare quello che è il valore primario e indispensabile, la salute e la di conseguenza la vita stessa. Tanti vogliono dunque spiegazione e soprattutto un interesse da parte degli enti preposti e del Ministero della Salute. Tra questi vi è Michele Cammarano, consigliere regionale in quota Movimento 5 stelle, che in una nota ha chiesto che la situazione venga subito discussa in una Commissione a Palazzo Santa Lucia: “Ho chiesto al presidente della V Commissione regionale Sanità di convocare al più presto un’audizione, alla presenza della Direzione generale salute, alla luce di dati estremamente preoccupanti relativi al tasso di crescita dei casi di patologie oncologiche nei territori a ridosso del Parco del Cilento e del Vallo di Diano e degli Alburni”. Il presidente della Commissione speciale Aree Interne Cammarano ha poi continuato: “Picchi di ammalati sono stati registrati, in particolare, nel distretto di
Vallo della Lucania e di Sapri superiori alla media nazionale. Le stesse rilevazioni ci dicono che la malattia è diffusa nelle aree periferiche della provincia di Salerno, dove non è presente alcun insediamento industriale né insediamenti produttivi che potrebbero aumentare il rischio di insorgenza di tumori. Per questo – conclude il presidente della III Commissione speciale – abbiamo il dovere di fare chiarezza sulle cause dell’incremento di patologie tumorali in quelle comunità, mettendo in campo tutte iniziative possibili in tema di prevenzione”.

Ma in questa preoccupante situazione si insinua anche un’altra problematica relativa al registro dei tumori in Campania fermo – purtroppo – al 2013. Come si evince da una relazione infatti, pare che l’elenco non sia stato aggiornato dando così una visione non proprio pessimistica della situazione. Ma a quanto pare, di “acqua sotto i ponti” in questi anni, ne è passata. E non è proprio salutare. Il Ministero della salute ha infatti riferito che la rete dei registri campani di recente istituzione ha trasmesso alla Regione il rapporto regionale 2008-2012 sull’incidenza dei tumori in Campania. Tale rapporto risulta ancora in attesa di pubblicazione ma, essendo relativo all’intera regione, non presenterà nello specifico il dettaglio sul rischio oncologico a livello comunale o distrettuale. Tuttavia il registro tumori di Salerno ha ultimato l’aggiornamento dell’incidenza al 2013 e ha reso disponibili i dati a livello provinciale e di distretto sanitario per consentire una valutazione più aggiornata del quadro. Ma in questi 8 anni, a quanto pare la situazione non è migliorata. Insomma, il Cilento e ancor di più Salerno e la sua provincia, entrano in un tunnel buio, dove si spera di uscire ben presto. Se solo le istituzioni tendessero una mano in più, perché a pagarne le conseguenze sono (quasi sempre) i cittadini. E i nostri territori che dal sole luminoso di mezza estate, passa velocemente al freddo inverno.

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