La “muta” del movimento 5 stelle

di LUIGI CERCIELLO

Dopo il passaggio di testimone dai leader grillini della prima ora (uno fra tutti Gigino Di Maio -> “Giuseppi” Conte) colpevoli di non aver dimostrato le necessarie competenze e qualità per poter ergersi a leader politici, adesso è il turno del fondatore. Il grande mattatore mediatico, il fondatore dei 5stelle Grillo, appesantito dall’età, logorato dalla continua ribalta e dagli scivoloni sempre più frequenti ma soprattutto con un cliché ormai logoro, superato, ripetitivo, non fa più presa né mediaticamente né all’interno del suo stesso movimento. Un restyling totale, dunque, quello dei grillini che probabilmente cambieranno anche il simbolo e il nome poco prima del prossimo voto nazionale. Ma chi raccoglierà il testimone del Beppe nazionale? In pole potrebbe esserci, udite udite, (standing ovation): FEDEZ! Correva l’anno 2014 e Fedez (al secolo Federico Leonardo Lucia) classe 1989 milanese ma con origini potentine, realizzava “l’inno M5S” per la festa grillina “Italia5stelle” del Circo Massimo a Roma ed ancora nel 2015 in una intervista al programma “Piazza Pulita” di Formigli non nascondeva le sue più che simpatie per il movimento affermando: “La politica è cittadinanza attiva” ed ancora: “se mi chiedi dove vedo il futuro forzatamente devo risponderti lì” (5stelle). Un segnale evidente di questo cambio potrebbe essere proprio il concertone del 1° maggio. Il monologo sul palco di Fedez contro alcuni esponenti della Lega, colpevoli di esternazioni pubbliche omofobe, di fronte ad una platea nazionale di poco più di un milione e mezzo di telespettatori è ben poca cosa rispetto agli oltre 12 milioni di follower su Instagram. il suo intervento sul palco ha avuto nelle ore immediatamente successive più di 1,5 milioni di like mentre la risposta sempre affidata ai social del suo competitor (Matteo Salvini) ne ha avuti circa 40.000, particolare da non sottovalutare. È indubbio che nell’arena social-mediatica della politica Matteo Salvini fino ad ora l’ha fatta da padrona ma sembra che ormai anche la “bestia” risenta della stanchezza, mentre la Meloni nel frattempo recupera. I social ancora una volta si dimostrano strumento potentissimo e determinante. Salvini è il politico europeo più seguito sui social, la sua pagina facebook ha quasi 5 milioni di iscritti, Instagram 2.3 milioni di follower, Twitter 1.4 milioni, oltre a canali dedicati su Telegram e whatsapp; ciò nonostante Fedez lo ha “asfaltato”: perché? Perché è un politico e si sa la politica in Italia tira poco, pochissimo, particolarmente tra i più giovani; di contro è ormai acclarato che al contrario i personaggi dello spettacolo quando “scendono in campo” (lo stesso Berlusconi pare da giovane aspirasse a fare il cantante) riescono ad attirare i loro numerosi fans sui temi politici a loro cari, i più disparati. Dunque Fedez appare come il candidato ideale: è giovane, ha una grande padronanza dei social, parla ad un pubblico di giovani e giovanissimi, sa reggere il confronto con la telecamera, riesce ad influenzare con la sua musica e la sua presenza scenica un target ben definito (un pregio ma anche un limite) dell’opinione pubblica difficilissimo anche solo da portare al seggio elettorale una volta ogni 5 anni; poco importa se basta fare un breve giro su internet per scoprirne le contraddizioni ed una certa idiosincrasia populista di luoghi comuni che da molti anni ormai la fanno da padrona nell’opinione pubblica. Altro particolare non trascurabile ha ricevuto un endorsement plebiscitario da importanti leader politici di sinistra ed estrema sinistra (Gigino Di Maio; Giuseppe Conte; Enrico Letta; Laura Boldrini; Nicola Fratoianni; solo per citarne alcuni). Certo il passaggio non sarà repentino ma sembra iniziato ed a Matteo Salvini consigliamo nel frattempo di non sottovalutare Twitch. E se è vero che “il potere logora ……. ma à meglio non perderlo” e anche vero che non si può mai abbassare la guardia perché restare sulla cresta dell’onda è più difficile che arrivarci. In quanto a Fedez pare proprio che abbia “una parte di prodezza e tre di stoltezza”.

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