Il crollo di Amalfi: sequestrata l’area. De Luca: “Serve commissario”

di Andrea Pellegrino

Novanta giorni per i lavori e oltre 4 milioni di euro per la messa in sicurezza dell’area interessata dal grosso smottamento ad Amalfi. Un vertice al genio civile, convocato dal governatore De Luca, nella sede salernitana dell’ufficio regionale, ha fatto il punto della situazione con i tecnici incaricati dell’Anas e con il sindaco di Amalfi, Daniele Milano. Alla riunione hanno preso parte anche il vice pre- sidente della giunta regionale Fulvio Bonavitacola e il consigliere regionale Luca Cascone. Si lavorerà a step cercando di liberare quanto prima le tre strade (ed in particolare la statale) per ripristinare la circolazione veicolare e riprendere i collegamenti verso Positano. La Procura, intanto, ha sequestrato l’area per consentire i rilievi utili alle indagini in corso. Il fascicolo aperto è per disastro colposo e al momento sono stati acquisiti anche i primi atti. L’attenzione dei pm è rivolta a due interventi eseguiti nella zona: il primo nel 2017 proprio nella zona e l’altro qualche mese fa sul costone confinante. La Procura ha anche nominato un consulente tecnico che nei giorni scorsi ha effettuato un primo sopralluogo. L’opposizione cittadina, con a capo l’ex sindaco Antonio De Luca ha chiesto chiarezza ma soprattutto ha chiesto di visionare gli atti relativi ai lavori eseguiti nel 2017 (dal valore di 70mila euro) proprio nell’area interessata dalla frana. Il governatore Vincenzo De Luca, invece, spinge per un commissariamento (sul modello Genova) per avviare quanto prima l’intervento di messa in sicurezza e mettere in salvo anche la stagione turistica. Attualmente la Costiera Amalfitana è spezzata in due. Le scuole sono tornate alla didattica a distanza mentre è stato rafforzato il servizio di collegamento via mare. «L’ Anas, al tavolo con il ‘governatore’ De Luca, ha portato gia’ la prima soluzione tecnica per ripristinare la viabilità», rassicura il responsabile della struttura territoriale Anas, Nicola Montesano, a margine dell’incontro. «Chiaramente, l’ammasso franoso che è precipitato sull’infrastruttura stradale ha, in modo rovinoso, demolito la parte dei vecchi archi borbonici. Gia’ abbiamo approntato una soluzione tecnica che riguarda la realizzazione di nuovi piedritti in calcestruzzo armato, abbiamo gia’ fatto tutta una serie di prove geognostiche in modo di andare a fondare, con delle sottofondazioni, i micropali sulla roccia compatta. Quindi, ci alziamo con i piedritti e poi faremo un impalcato con una struttura metallica con travi da 16/18 metri in moduli gia’ studiati da sei metri facilmente trasportabili componibili sul cantiere».

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