“Giudici europei ma non giudici italiani!” – La magistratura protesta alla Cittadella Giudiziaria

di Sabrina Gambaro

La magistratura onoraria è uno dei pilastri fondamentali del sistema giustizia, ma rischia di crollare da un momento all’altro con la riforma in previsione!

Alle attività giudiziarie dei magistrati onorari saranno aggiunti nuovi compiti non retribuiti. I giudici di pace si troveranno a passare da un lavoro full-time ad uno part-time, in un solo giorno a settimana con poche ore per la redazione dei provvedimenti, pregiudicando inevitabilmente il lavoro dell’avvocatura. Cosa ancor più grave, soprattutto nell’attuale stato pandemico, è che non saranno più assicurati i diritti universali alla malattia, alle ferie retribuite e alla previdenza.

Motivo che ha spinto i magistrati onorari, armati di rose, simbolo delle tutele mancate, e di codice civile, che non sarà più possibile espletare appieno, a organizzare un flash mob nell’atrio della Cittadella Giudiziaria di Salerno il 29 gennaio. Una protesta distrettuale che si è protratta fino a Roma, davanti la Corte di Cassazione, con un altro flash mob per l’apertura dell’anno giudiziario e che segue ai precedenti scioperi della fame delle colleghe di Palermo, ma a cui le istituzioni sono rimaste impassibili. Neanche il ricovero in ospedale di una giudice, in sciopero da 16 giorni, svenuta durante un’udienza è stato abbastanza per rompere il silenzio del Ministro della Giustizia Bonafede.

“Ci sentiamo abbandonati dalle Istituzioni in cui crediamo”.

È il grido di disperazione di Caterina Anna Pellegrino, Giudice Di Pace Di Roccadaspide, che oggi ha aderito alla protesta campana appoggiata dall’Ordine degli Avvocati di Salerno e dall’associazione “Emergenza Legalità”.

Infatti, come ha sottolineato la collega Dott.ssa Rosaria Izzi, i giudici di pace sono precari. Amministriamo la giustizia da 20 anni, ci assicuriamo che vengano rispettati i diritti ma noi non ne abbiamo. Vogliamo anche per noi giustizia e prima che si arrivi al blocco del sistema giudiziario”. Le mobilitazioni non si fermeranno finché, come ha ricordato la giudice di pace di Roccadaspide Anna De Bartolomeis, “non sarà garantito un rapporto di lavoro con le tutele e le garanzie che la legge offre in tutto il mondo, ma non in Italia”.

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