Mazara del Vallo festeggia … fino alla prossima volta!

di LUIGI CERCIELLO

Una storia vecchia ormai, abitudinaria, quella del sequestro delle navi italiane nelle acque internazionali di fronte le coste libiche. Una storia che si ripete ciclicamente ed a farne le spese sono sempre le famiglie italiane dei pescatori che vivono mesi di angoscia per la sorte dei loro affetti e di fame, venendo meno la loro fonte di reddito principale.

Non ci soffermiamo più di tanto sul perché onesti lavoratori debbano lavorare nella paura e non gli si accosti una nave militare a protezione, pur presenti in zona; non ci soffermiamo sul perché si debba costantemente essere ricattati dal signore della guerra di turno che ci umilia ogni volta rendendoci gli zimbelli del mediterraneo per dimostrare ai loro antagonisti interni la loro forza nel piegare il potente occidente per acquisire in tal modo credibilità ed alleati; ci limitiamo solo a fare tre considerazioni:

l’ignavia italiana in politica estera è la nostra prima arma contro di noi (i continui atti di “pirateria” come il sequestro del peschereccio ne sono l’esempio);

Le milizie libiche non hanno legittimazione internazionale pertanto non possono operare nel mediterraneo nel rispetto del diritto Internazionale e non è tollerabile quindi arrogarsi il diritto di sequestro e arresto di natanti e cittadini italiani.

Come mai non c’è stato MAI un sequestro (ben più vantaggioso) di una nave ONG raccogli persone di quelle che puntualmente arrivano quotidianamente sotto le coste libiche?  

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