Il cashback fa paura all’Europa

di LUIGI CERCIELLO

Avete presente quel moscone che nelle torride estati vedete volteggiare attorno alla luce sul terrazzo spesso accompagnato dal rumore sordo dalla sua testata contro la lampada?  Ecco il nostro governo è come il moscone che sbatte qua e là e con tutte queste botte non potendo peggiorare (questo governo passerà alla storia come il peggiore che la nostra storia patria abbia avuto) una cosa l’ha incarrata: il cashback.
Per chi non lo sapesse il cashback è quella iniziativa economica per la quale ciò che spendi in un arco temporale definito usando il bancomat e/o carta di credito ti viene restituito in conto corrente nella misura del 10% di quanto sborsato fino ad un massimo di 150 euro

Si comprende il perché il cashback sia efficace poiché a poche ore dal suo avvio ufficiale e dei primi report sulla iniziativa, colossi come Amazon ed EBay hanno iniziato a fare pubblicità a tutto spiano per far passare il messaggio di come la loro sia un’opera meritoria poiché grazie a loro tantissimi esercizi commerciali fisici lavorano ergo guadagnano? Da quanto tempo non si vedevano iniziative del genere da questi colossi? A questo aggiungeteci la letterina mandata al governo italiano dall’Europa irritata per l’iniziativa promossa senza prima averli interpellati … dice molto.

Dice che per la prima volta questo governo ne ha fatta una giusta perché è riuscita a far digerire agli italiani lo strumento del pagamento elettronico, una svolta per questo paese.

E sì perché dietro questa iniziativa un osservatore attento potrebbe coglierne il primo serio tentativo di avviare l’Italia alla lotta vera ed efficace contro l’evasione fiscale. Incentivare la moneta elettronica per rilanciare i consumi locali e nello stesso tempo combattere l’evasione fiscale sfruttando la leva della crisi economica iniziata dal covid, verrebbe da dire “geniale” per questo governo.

Far emergere il nero e nello stesso tempo far contenti gli italiani premiandoli, talmente semplice ed efficace questo provvedimento che si stenta a crederlo figlio di cotante menti.

E che sia una operazione efficace lo dimostra proprio il fatto che le grandi multinazionali che compartecipano al controllo dell’economia globale, si sono dovute scomodare con pubblicità per correre velocemente ai ripari vedendosi calare gli incassi. Talmente è alta la loro preoccupazione per i loro portafogli che hanno perfino sollecitato l’intervento della commissione europea.

La verità è una sola: ci incolpano di essere spendaccioni superficiali ed arretrati facendoci sempre la ramanzina e facendoci sentire in colpa ma quando iniziano ad intravedere Spartaco che tenta di rompere le catene si corre … eccome!

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