Essere o Apparire nel XXI secolo

di Orlando Caprino

Cosa si potrebbe fare per rientrare nella reale visione di quello che è, ciò che appare? Ci dobbiamo arrendere e rassegnarci?

La risposta è la strada da seguire, in realtà, sono semplici. Basterebbe partire dalle cose “vere” della vita. Quelle, per intenderci, lontane dai blog e dalle Influencer che insegnano a ragazzi e ragazze di nemmeno 14 anni come vestirsi e truccarsi invece che a leggere un buon libro.
In effetti, per poter insegnare qualcosa a qualcuno bisognerebbe che il “maestro” sia istruito a sufficienza o che abbia almeno qualcosa da dire. In un mondo in cui lo stereotipo diventa modello da seguire, emergono figure molto seguite, ritenute importanti, e che sanno il valore di quello che fanno nell’immaginario collettivo…ma è davvero così?

È così complesso il rapporto tra i verbi essere e apparire che credo sarà irrisolto ancora per un po’…più o meno all’infinito. La comunicazione dove spingerà al massimo l’immagine social (s)legata (d)alla realtà…deprimendo il valore e il senso delle parole e, dunque, divaricando ulteriormente l’essere dall’apparire.
Qual è, allora il punto di caduta? O, almeno, il punto di sintesi tra i due verbi?
Beh, come sempre si trova nello studio e nell’apprendimento. Nella capacità di analisi e di sintesi che nasce come esercizio spontaneo di un intelletto elastico ed allenato alla riflessione e non dalla digitopressione esercitata sulla tastiera di un computer. La proposta non è ovviamente vivere in modalità “antistorica”, come se i social non fossero parte integrante o addirittura formativa della società moderna. Ma viverli in modalità consapevole, chiedendo alla conoscenza e alle parole di mediare l’effetto delle immagini. Ecco, essere e apparire, forse, possono trovare un punto di sintesi proprio nella parola consapevolezza!

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