Il Re è nudo: fine di una carriera politica folgorante?

di Luigi Cerciello

Giletti a LA7, un giornalista che con mezzi e risorse sicuramente non paragonabili a quelle di altre trasmissioni più blasonate, ogni domenica sera scoperchia pentole impensabili. Questa domenica ha scoperchiato la pentola dei Covid Center campani e delle famose centinaia di milioni che il governatore De Luca dice di non avere mai avuto per l’emergenza sanitaria; un teatrino, questo, con il governo centrale che va avanti da settimane. Il più imitato dei politici, governatore della Regione Campania nonché sindaco acclamato di Salerno, guadagnatosi il soprannome di sceriffo a causa dei suoi modi rudi e determinati ormai si è scoperto essere “Tutto chiacchiere e distintivo” come Giletti lo ha definito in finale nella sua trasmissione.

Giletti è riuscito dove venticinque anni di opposizione di destra (e di sinistra) non è riuscita, mettere a nudo il Re con tutte le sue bugie e marachelle.

Sorvoliamo sulla qualità di questa opposizione, basti soltanto dire in napoletano “mietteteve scuorno”.  Giletti con un ottimo giornalismo d’inchiesta e di raccolta di dati obbiettivi, senza clamore, è riuscito dove altri hanno fallito. Bastava forse un po’ più di impegno e serietà invece di fare gli urlatori oppositori e basta! Ora ci sarà la corsa ad accreditarsi di fronte all’opinione pubblica (a breve ci saranno le comunali a Salerno) “Io l’avevo detto” sbraiteranno gli urlatori seriali.

La verità è che i dati erano sotto gli occhi di tutti, fin dalla fine del primo mandato di De luca come sindaco (i bilanci dei comuni sono un confessionale) ma si è preferito solo abbaiare… al padrone, ma si sa “Can che abbaia non morde”.

De Luca ha avuto così campo libero per decenni. Da grande imbonitore televisivo ha riempito i salernitani (e non solo) di chiacchiere: vi ricordate l’inaugurazione del parco del Mercatello? Il più grande parco d’Europa? In tanti lo osannarono “Vicié sì o meglio” sappiamo tutti che non è il parco più grande d’Europa come sappiamo tutti in che condizioni presto si è ritrovato, altro che città europea. Ebbene sì, con una abilissima comunicazione e con la costruzione di una immagine personale pubblica dell’uomo forte, solo al comando e diranno anche altri con una spartizione politica degna della migliore prima Repubblica (in privato), ha costruito una carriera politica sfavillante. Dove ha peccato? È rimasto ad un certo punto prigioniero della sua stessa caricatura, portandola all’eccesso (cavallo che vince non si cambia) non è stato in grado ad un certo momento di rendersi conto che l’insistere con gli eccessi del personaggio lo avrebbero portato prima o poi allo scontro frontale con qualcuno più “Tosto” di lui, gli hanno messo la buccia di banana sotto i piedi e ci è cascato come un fessacchiotto! Ha commesso il più classico degli errori di chi è abituato a vincere e sentirsi osannato, sopravvalutarsi e sottovalutare gli avversari.

Addio Fritture! A breve un esercito di carabinieri e magistrati alla carica invaderà gli uffici regionali e di riflesso, comunali, il Re verrà deposto e si aprirà la guerra dei successori, finirà come l’impero di Alessandro Magno diviso tra i suoi generali?

Siamo solo all’inizio, nel frattempo il Re è nudo! 

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