Bicchielli: “E’ assurdo che in questa città ci sia lo stesso blocco di potere da 30 anni”

Costruire le condizioni affinché tutti non debbano andare via a ventott’anni per fare ciò che volevano”. Piú che i programmi o le promesse elettorali, sono queste le parole che per Pino Bicchielli, intervenuto lunedì pomeriggio alla presentazione della lista Noi Moderati, presso il Salone Moka di Salerno, contraddistingueranno il suo impegno in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. Una discesa in campo, quella di Bicchielli, nella sua città natale, in cui ritorna dopo quasi trent’anni di lavoro a Roma, nel settore della comunicazione politica. Un ambito che lo ha condotto a stringere un vero e proprio sodalizio con Gaetano Quagliariello, storico esponente dell’area moderata del centrodestra, a cui Bicchielli è politicamente e professionalmente legato sin dalla fondazione del Movimento “Idea”, ai tempi del Referendum Costituzionale del 2016.
Nella ripartizione dei collegi tra i vari alleati del centrodestra, anzichè a Bicchielli, interpellato successivamente dopo la rinuncia di Quagliariello, proprio sarebbe dovuta spettare la città di Salerno, con il suo non semplice collegio, in cui come sfidante principale del candidato del centrodestra c’è il vicepresidente della Regione Fulvio Bonavitacola. Che, non a caso, è stato citato anche da Bicchielli nel corso del suo intervento, in cui ha evidenziato le tante inadeguatezze della città. “Trent’anni fa c’erano Rutelli e Bassolino, a Salerno c’erano De Luca e Bonavitacola, che era il vicesindaco della città – ha commentato Bicchielli – La cosa sconvolgente è che dopo trent’anni ho ritrovato a Salerno gli stessi Bonavitacola e De Luca, peraltro insieme ai suoi due figli”. Un progresso, quello di Salerno, che secondo Bicchielli, sarebbe stato, dunque, sminuito dalla persistenza della longa manus del governatore: “Non è possibile che in questa città, che è stata la sede della prima università del mondo – ha commentato il candidato del centrodestra – Ci debba essere da trent’anni lo stesso blocco di controllo politico”. Una corazzata che Bicchielli proverà a sconfiggere, avendo dalla sua parte il centrodestra probabilmente più forte degli ultimi vent’anni, seppur con equilibri tra i partiti ormai ridefinitisi da tempo a favore della componente sovranista e conservatrice. E non è mancata una risposta alle tante stoccate ricevute nel corso delle ultime settimane, nelle quali pure sono circolate non poche “fake news” sulle origini di Bicchielli. “Sono un paracadutato, ma un paracadutato di ritorno – ha concluso Bicchielli – Una persona che ha scelto di tornare nella sua terra dopo aver creato al di fuori le condizioni per poterlo fare”. Bicchielli, nonostante la sua storia politica si sia svolta principalmente fuori Salerno, sempre nell’ambito del centro moderato, non ha mai lasciato del tutto la città, anche politicamente: nel 2016 fu infatti uno dei promotori della candidatura di Gianluigi Cassandra, allora presidente dell’Asi, a sindaco di Salerno, che, però, a differenza di quanto accade oggi, non trovó che il supporto di una parte assolutamente minoritaria del centrodestra.

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