M5S: un caffè con gli attivisti della Valle dell’Irno

Nel pomeriggio di ieri, al Triticum di Baronissi, si è svolto l’incontro “un caffè con gli attivisti della Valle dell’Irno” del Movimento cinque stelle. E’ stata un’occasione di confronto, importante anche in virtù dei cambiamenti e della riorganizzazione che i pentastellati stanno attraversando. Il dictat è stato condivisione e ripartenza dai territori per la nuova era del Movimento che fù di Grillo e Casaleggio. L’incontro è stato promosso da Luigi Bisogno che si è ritenuto molto soddisfatto vistala nutrita presenza di tanti responsabili della Valle e non solo. C’erano molti anche della prima ora ed anche Vito Avallone che alle scorse regionali campane ottenne un grande risultato che solo per un pelo non lo premiò. Felice per la riuscita, Luigi Bisogno dopo i saluti iniziali passa la parola al neo capogruppo alla Regione Campania e presidente della Commissione Aree Interne Michele Cammarano. “In Regione siamo stati e siamo la forza propositrice sulle cose innovative, Avevamo rischiato di dover sciogliere il Movimento visto il passaggio in altri gruppi di nostri ex colleghi, ma fortunatamente siamo rimasti in tre salvandolo. Ora diventa importante costituire di nuovo i gruppi locali secondo lo statuto del Movimento ed agire in vista delle prossime elezioni – ha commentato Cammarano. Individuati anche alcuni probabili candidati all’ormai fatidica data del 25 settembre che sancirà il nuovo governo nazionale ma dei cui nomi si è ancora in silenzio.

Interessante l’intervento di Anna Bilotti, portavoce alla Camera dei Deputati; assente la senatrice Felicia Gaudiano che in un primo tempo doveva essere presente. “Il presidente del consiglio si è sfiduciato da solo. Noi non lo abbiamo sfiduciato, fa presente la Bilotti. Il super bonus ed il reddito di cittadinanza sono state misure realizzate nel corso degli anni e votati dagli stessi che oggi vorrebbero abolirlo. I temi sociali sono stati bistrattati ma alla fine poi sono serviti alla nazione. Il presidente Draghi non ha mai avuto un’agenda sociale. Conte si è distinto nel panorama europeo gestendo una situazione sociale davvero assurda. La Meloni ha avuto il coraggio di dire al presidente Conte di aver attuato una dittatura sanitaria, mentre gli esercenti, i cittadini stanno confessando che con Conte si stava meglio che con Draghi. Duecento euro a fronte di bollette triplicate?  Se dovessimo di nuovo andare al Governo chiederemo la tassazione degli extra profitti, già detta a Draghi e non attuata, per evitare una crisi delle attività senza ritorno”.

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