Sica: “Il centrodestra deve investire su giovani preparati ed innovarsi”

Di Mirko Cantarella

Tiziano Sica, ex esponente giovanile della Lega, consigliere comunale in forza al Comune di Pellezzano, ha le idee chiare su come evitare la piena disfatta del centrodestra e rilanciare una coalizione che possa essere competitiva e non disgregativa.

Tiziano cosa pensi della situazione attuale del centrodestra specialmente nel Salernitano?

Penso che bisogna sedersi ad un tavolo e trovare una quadra, anche in vista delle prossime elezioni politiche del 2023, ma non solo; quest’anno molti comuni di notevole importanza andranno al voto ed è proprio in queste circostanze che bisogna dialogare non solo tra le forze di partito, ma, anche con i raggruppamenti civici.

Perché si continua sempre a distruggere e mai ad unire una volta per tutte le componenti del centrodestra?

Credo che non ci sia la volontà politica di unire le forze. Basti guardare la situazione a livello nazionale dove in 4 anni di legislatura abbiamo visto nascere 3 governi di varia natura politica; ad oggi si può affermare che l’unico partito di opposizione in questo governo ter è Fratelli d’Italia vista la disgregazione continua della Lega ed una certa staticità, forse momentanea, di Forza Italia.

Come si potrebbe salvare il salvabile?

Credo che sarebbe saggio che tutti facessero un passo indietro, valorizzando i giovani ed investire in essi. Il centrosinistra ha sempre investo nei giovani formandoli e facendoli crescere politicamente, hanno sempre avuto una forte ramificazione sui territori. Ci sono valide persone di grande qualità ma sembra che si faccia sempre difficoltà a dare fiducia a queste nuove gnereazioni.

Esiste una figura che possa essere capace e garante di una futura e forse definitiva unione della componente del centrodestra?

Ritorniamo sempre allo stesso discorso; io credo che bisogna formare una nuova e giovane classe dirigente, pronta a lavorare ed impegnarsi sui territori e a lavorare per la gente. Ad oggi avere un incarico politico o essere amministratore che sia di un piccolo o grande Comune è molto impegnativo, bisogna vivere il territorio essere disponibile per i cittadini, ma non solo, bisogna apportare delle migliorie attraverso anche i vari fondi che di continuo vengono messi a disposizione non solo dall’Europa, ma anche dalla Regione. Qualche idea ce l’avrei su qualche persona saggia che possa fare da “padre o madre di famiglia” e che sia iniziatore di una vera scuola di politica, ma per ora preferisco non sfoggiare nomi. Tutto questo è alla base del compito della politica soprattutto locale; creare una politica di innovazione e di persone preparate.

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