Barone: “Ecco la mia città dei giovani, delle eccellenze e di qualità”

di Andrea Pellegrino

Giovani, raccordo con l’Università e il Conservatorio, valorizzazione delle eccellenze del territorio. Elisabetta Barone, a poche ore dalla presentazione della candidatura a sindaco (ore 17,30 al Polo Nautico), anticipa all’Ora alcune linee programmatiche del suo programma. «Ho riflettuto a lungo – spiega – prima di prendere questa decisione, ho ascoltato gruppi politici, associazioni e mondo delle professioni, oltre cittadini e alla fine ho deciso di accettare la candidatura e di scendere in campo e accettare questa sfida raccogliendo il sempre più crescente bisogno di cambiamento».

Partiamo da un tema a lei caro, i giovani e la città. Molti vanno via, per altri non c’è spazio e in più da più di un ventennio sono lontani dalle istituzioni.

«Esatto. Ci sono dei giovani che per studio lasciano la città per non tornarci più. Altri non trovano le giuste condizioni lavorative, altri ancora trovano difficoltà anche per le condizioni immobiliari non favorevoli».

Sul mercato immobiliare, c’è una anomalia: si è costruito ma i prezzi sono rimasti alti.

«Le previsioni del 2006 non si sono verificate. I cittadini sono addirittura crollati a Salerno città. Una previsione che stimava 180mila euro che ha portato ad un dato di 138mila, sceso ulteriormente a 131mila. Basta questo per capire che non c’è stata una offerta per tutti e che il mercato si è incentrato su una scelta di lusso. Abbiamo 5000 abitazioni sfitte. Questo è un tema che dovrà essere affrontato dalla prossima amministrazione».

Capitolo turismo, pensa che le Luci d’Artista bastino?

«Le Luci d’Artista indubbiamente hanno dato impulso e slancio ma nel corso degli anni è mancata una offerta culturale che potesse realmente agevolare il turismo e l’attrattività. Penso ad una offerta di tipo culturale ed artistica che era indispensabile per una città come Salerno»

Ed a proposito di cultura, c’è un certo distacco tra Università e Conservatorio.

«L’Università di Salerno ha bisogno di una sede nella città capoluogo, ha bisogno di tenere stretto un contatto con Salerno, non può essere individuata come l’Università di Fisciano. Il Conservatorio rappresenta una eccellenza e come tale deve essere considerata. Ci sono musicisti che altrove mostrano le proprie qualità mentre dovrebbero essere valorizzati e dovrebbero essere orgoglio per la città. In più credo che sia giunto il momento di capire il da farsi sull’auditorium, struttura completata ma non ancora inaugurata. A mio avviso andrebbe gestita proprio dal Conservatorio».

Ritorniamo sull’Università che qui a Salerno è strettamente collegata al “Ruggi d’Aragona” e alla scuola medica salernitana.

«Non possiamo più consentire una frammentazione della scuola di medicina. A mio avviso dovrebbe essere accorpata al ‘Ruggi d’Aragona’. In tutte le altre realtà è ospitata da un policlinico, questo deve accadere anche qui. La facoltà di medicina di Salerno ha un simbolo in più che è rappresentata dalla scuola medica salernitana, storia di questo territorio».

Parte la campagna elettorale, che non sarà sicuramente facile, come immagina questo percorso?

«Partendo dall’ascolto dei cittadini che devono essere protagonisti delle scelte. Occorre ricostruire un forte legame tra istituzione e città, occorre creare uno spirito di comunità e di orgoglio. Ognuno deve essere protagonista e deve sentire propria questo territorio, solo così potrà amarlo e rispettarlo. Oggi la città registra degrado. E’ sporca, piena di ratti e blatte. Va fatto un lavoro straordinario e strutturale per superare queste criticità. Da un lato ci devono essere le istituzioni, dall’altro anche i cittadini. Facciamo di Salerno una grande famiglia».

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