Pip Nautico a Salerno, Ali: “Aprire confronto con i cittadini”

Sul ‘Capitolo San Matteo’ ci sia un confronto. Questo è l’appello di Ali per la Città dopo la decisione dell’amministrazione comunale di Salerno di riprendere il progetto del Pip Nautico. «I beni che esprimono utilità funzionali alla vita e all’esercizio dei diritti fondamentali dei cittadini costituiscono i cosiddetti ‘beni comuni’ di una qualsiasi Comunità. Lo sono certamente l’aria, il cielo, il paesaggio, il verde, l’ambiente nel suo complesso e, quindi, anche le spiagge e il mare. E, altro ancora. Nei giorni scorsi, la stampa ha riportato la decisione del Comune di riavviare il Progetto del Polo della Cantieristica Nautica al Capitolo San Matteo, in fondo alla litoranea, per il quale deve essere realizzato anche un molo del costo compreso tra i 20 e i 25 milioni di euro, come dichiarato da alcuni Amministratori nel corso di un dibattito. A parte il fatto che sarebbe probabilmente più utile utilizzare una somma così ingente per recuperare la qualità della Città, per migliorare i servizi e i quartieri, con questo intervento si perderebbe l’ultimo tratto di spiaggia libera a disposizione di quei cittadini che non possono permettersi di andare fuori d’estate e non posseggono una barca per fare il bagno al largo», scrivono in una nota.

«Su una costa di 11, 2 Km, dalla banchina di Ponente al Picentino, ce ne sono 4,6 vietati alla balneazione (fonte: Regione delibera 148 del 24/03/20), 1,1 problematici e 5.7 fruibili che si riducono, al netto di zone impedite o occupate da costruzioni, a molto meno di 5,0 Km. Se teniamo conto anche degli stabilimenti in concessione, la spiaggia libera è di alcune centinaia di metri. Realizzare il Polo della Nautica a Capitolo San Matteo, significa sottrarre alla Città e ai cittadini più deboli almeno un altro Km di spiaggia, significa impedire ogni progetto di utilizzo pubblico, significa chiudere ogni sbocco verso Pontecagnano. Se, poi, si dovesse costruire anche il nuovo Porto di Pastena, Salerno non sarebbe più una Città di mare per tutti, ma solo un punto di imbarco per chi può far valere la propria condizione economica. Ancora una volta, un ‘bene comune’ avrebbe un esclusivo utilizzo privato. Ben altri luoghi e ben altre aree possono essere destinate alla nautica, se davvero si intende assicurare equità, giustizia e qualità della vita. Dona a chi ami, ali per volare (Dalai Lama)», proseguono.

«Ali per la Città esprime il proprio dissenso e chiede di aprire un dibattito pubblico tra Amministrazione, cittadini, Gruppi e Associazioni, per discutere in modo aperto e chiaro della tutela dell’ultimo lembo libero di mare oggi disponibile in città», concludono.

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