LAMBIASE: “Sì alla coalizione civica ma confronto su programma, poi i nomi”

di MIRKO CANTARELLA

La lista “Salerno di tutti” sarà in campo alle prossime elezioni amministrative; lo ha confermato il suo principale rappresentante e consigliere comunale, l’architetto Gianpaolo Lambiase. Ma dove si posizionerà nella griglia di partenza? “Ho apprezzato molto dopo tanti anni che sei consiglieri hanno lasciato la maggioranza. Ho un grande rapporto di amicizia con tutti loro e mi confronto spesso con ognuno. Non pongo alcun veto sul posizionamento della nostra lista però non è possibile metterci tutti assieme senza proporre un progetto unitario coeso con lo stesso programma e con le stesse idee – ha specificato Lambiase – fino alla fine dello scorso anno, ho proposto interrogazioni ed emendamenti in Consiglio Comunale e mi sono sempre stati bocciati; non ci siamo trovati su niente. A me fa piacere una coalizione ampia e i componenti di Salerno di tutti stanno premendo in tal senso, ma se non si ha una finalità comune, un programma realizzabile comune, il cittadino salernitano non riuscirebbe a convincersi di come mai tante estrazioni politiche si aggregano tutte insieme”. La scorsa settimana in una nota stampa, Vincenzo Pedace per “Adesso Salerno”, Gianluca De Martino per “Salerno in Comune” e proprio Margaret Cittadino, altra esponente di rilievo di “Salerno di Tutti”, avevano ufficializzato il loro assenso al progetto politico di “Oltre”, creato proprio dagli ormai famosi sei consiglieri usciti dalla maggioranza ovvero, Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo, Corrado Naddeo, Nico Mazzeo, Donato Pessolano e Giuseppe Ventura. Lambiase chiedeva di attendere proprio per confrontarsi sul programma ancor prima che sull’aggregazione proprio perché, come egli stesso ha dichiarato, è la cosa fondamentale e niente affatto solo teorico; la coerenza viene prima di tutto. “Bisogna seguire un percorso chiaro; Effettuare un confronto su un progetto nuovo in città; scegliere magari dieci punti urgenti da valutare e mettere in pratica per la città – conferma Lambiase che chiarisce anche quali siano alcuni dei punti fondamentali su cui agire come in primis il grosso spreco di risorse pubbliche in tanti settori e che potrebbero indubbiamente essere risparmiati oltre che l’adeguamento della rete fognaria che è in una situazione disastrosa. “Tra i vari esempi, è quello della spiaggia di Santa Teresa. Al di sotto della pavimentazione in tek, sotto l’attuale chiosco che funge da bar, c’è una vecchia poma che, quando funzionava, prendeva tutti i residui, l’acqua sporca ed altro e la travasava nel collettore principale. Tale struttura è ferma dai tempi in cui era sindaco di Salerno Mario De Biase e per rimetterla in funzione servirebbero circa 6 000 euro, dopo una verifica effettuata dall’ingegnere responsabile di Salerno Sistemi, dottor Nappi. Rimettendo in funzione la pompa, si potrebbe risolvere momentaneamente il problema delle acque rosse che fuoriescono dal Fusandola e che, da analisi effettuate dall’ARPAC, presentano metalli oltre la soglia consentita”. Ma tra piccoli e grandi interventi altra idea dell’architetto Lambiase è l’incentivo per il recupero e la manutenzione degli edifici dove si potrebbe agevolare le ditte, oltre i bonus statali, ad esempio sull’occupazione del suolo pubblico, o nel risparmio dell’IMU, sulla corrente elettrica che nel tempo in cui lavora, potrebbe risparmiare la ditta.  Ma anche nelle opere, usare i materiali permeabili come indicati in tutti i piani regolatori, per evitare le sofferenze che si avrebbero nel sistema fognario, evitare di continuar a costruire alloggi inutilmente e senza un’idea vera e propria come sta accadendo dal 2006 ad oggi che è tutt’altro che un incentivo economico. Ci sarebbe poi anche da riorganizzare le società miste che risultano essere disarticolate e di conseguenza con costi elevati anche del doppio per la gestione rispetto a quanto dovrebbero costare. Tutto ciò ovviamente viene scaricato sulle tasse che i cittadini pagano e non a caso Salerno è tra le prime città capoluogo d’Italia con la tassazione più alta. “Ogni società mista ha il suo consiglio d’amministrazione, il suo presidente, il suo consulente e cosi via; un lavoro che abbiamo fatto tutti insieme noi di Salerno di tutti e che abbiamo quantizzato in un risparmio, delle sole spese accessorie, di circa un milione e mezzo di euro l’anno. Un bel risparmio a fronte di costi enormi da sostenere. Faccio un esempi, ma ce ne sarebbero tanti da fare – specifica Lambiase – Salerno Pulita ha una convenzione articolata con vari servizi e tra questi è la pulizia dei bagni pubblici. A mio ricordo una volta erano circa una decina quelli funzionanti ed ora sono la metà, Bene, la convenzione tra Comune e Salerno Pulita è di circa 800 mila euro l’anno solo per questo servizio. Questa pulizia viene fatta a turno. Ora, tra stipendi a chi lavora e materiale da utilizzare per il lavoro oltre quello da sostituire tipo carta igienica, sapone ed altro, come si fa ad arrivare a tale cifra? Se si pensa che prima c’era anche la sorveglianza ed ora non più ma nell’ultima convenzione la cifra è rimasta invariata. Risparmiando questi sprechi si potrebbero tranquillamente abbassare anche le tasse ai cittadini così come anche l’effettuare un controllo effettivo sui consumi delle utenze e non far pervenire bollette con una stima di consumo che va a gravare sulle famiglie”. Ci sarebbe tanto da fare, come anche l’impegno nel verde pubblico, la mobilità sostenibile di cui tanto si parla e mai si realizza nulla e dove anche le varie associazioni come Lega ambiente, Amici della bicicletta ed altre si sono proposte a proprie spese di creare un percorso ciclabile semplicemente segnalandolo con delle strisce sulla carreggiata e quindi a zero spese per il Comune. La riorganizzazione dei bus per favorire anche le frazioni alte, effettuabile sena ulteriore spreco economico, aumentare le zone pedonali come potrebbe essere in zona Madonna di Fatima dove i commercianti stessi hanno chiesto di intervenire anche contro il parcheggio selvaggio. Ed a proposito di parcheggi, la creazione di parcheggi e multi piani al di fuori del centro abitato. C’è poi lo Stop al consumo del suolo, impegnando le aree di compensazione ovvero circa 40 ettari che il Comune ha acquisito gratuitamente negli ultimi dieci anni ma che non ha mai realizzato nulla; le opportunità per i giovani di cui sempre se ne parla ma mai si realizza qualcosa di concreto. “Il Comune ha decine di locali affidati ad associazioni ma che spesso e volentieri non li utilizzano. Si potrebbero creare strutture di coworking, incubatori di impresa, spazi per inizi attività come altre città d’Italia hanno”.  Queste sono delle idee che il consigliere Lambiase ha messo in campo e su cui vorrebbe che la cosiddetta grande coalizione ragionasse per avere un confronto e un programma comune da proporre alla cittadinanza. Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori incontri, staremo a vedere.

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