Torrente Fusandola: c’è pericolo?

Il Comune di Salerno sta lavorando alla foce del torrente Fusandola risultato otturato durante il maltempo di questi giorni. Per molti la situazione non sembra piacevole ed addirittura si parla di pericolo per un’eventuale esondazione del torrente. Ma davvero c’è questo pericolo? Sembra di si. I “Figli delle Chiancarelle” sul loro gruppo, sulla loro pagina Facebook ma anche attraverso una lotta giudiziaria che dura da anni sta mettendo a nudo questo problema, da quando il Crescento era in fase realizzativa. Dopo anni, nello scorso dicembre è stato rilevato che il Fusandola è a serio rischio esondazione specialmente nella parte che è stata chiusa come ha dichiarato l’ingegnere Vincenzo Rago, consulente della Procura di Salerno le cui parole sono state riportate da “Il Mattino” ma anche dagli altri quotidiani della città di Salerno. Una perizia di 58 pagine, che richiama quella realizzata nel 2016, che ha riaperto il caso deviazione torrente Fusandola che ha consentito la realizzazione dell’ecomostro Crescent e dell’antistante Piazza della Libertà, o meglio, la ancora non realizzata piazza. I giudici della Corte d’Appello di Salerno rivedranno la vecchia sentenza di assoluzione del Governatore Vincenzo De Luca accusato di abuso d’ufficio fin da quando era sindaco della città. Si parte del continuo insabbiamento della foce del torrente il cui tracciato indicato nel progetto esecutivo si differenzia da quello approvato col progetto definitivo per il diverso andamento planimetrico dei tratti terminali del Fusandola e di conseguenza le concessioni (anche quella demaniale) rilasciate fanno riferimento al progetto esecutivo e non a quello definitivo. Inoltre ci sarebbe la mancanza dell’autorizzazione idraulica del Genio Civile che, secondo quanto scrive Rago, non potrebbe essere rilasciata perchè la deviazione del torrente rientra nei divieti ed in più la norma «vieta la copertura di qualunque corso d’acqua che non sia imposta da ragioni di tutela della pubblica incolumità». Inoltre il torrente è stato «tombato» e la foce accorciata sulla base di un progetto poi modificato, la cui modifica «invaliderebbe» tutte le autorizzazioni rilasciate. Sempre come scrive Il Mattino, Rago contesta:«le opere collaudate riguardano esclusivamente la porzione che va dall’arenile fino a tutta la piazza realizzata in corrispondenza del lungomare; le restanti opere in cemento armato costituenti 10 scatolare all’interno del quale è canalizzato il corso d’acqua. e che vanno dalla piazza fino allo spigolo a sud ovest della Casa del combattente per circa 35 metri, e da questa fino all’innesto con la esistente sezione tombata dell’alveo in corrispondenza dello spigolo a nord est dell’istituto scolastico Barra, sotto via Odierno (per circa 45 metri) sono dunque prive del necessario certificato di collaudo. Inoltre il torrente presenta «un livello di insabbiamento tale determinare una importante criticità idraulica e consistita nella genesi di un fenomeno di rigurgito verso monte tale da mandare in pressione il tratto tombato anche per la portata corrispondente ad un tempo di ritomo di 50 anni. Tale situazione e da ritenersi inammissibile dovendosi assumere come valore di riferimento minimo del tempo di ritorno minimo quello corrispondente a 100 anru. Allo stato, dunque, 1o scrivente ritiene che, sia per effetto della trincea di sbarramento presente nell’alveo tombato del torrente (che, secondo il progetto approvato, doveva essere rimossa e che invece non e stata rimossa) sia per effetto dell’insabbiamento del tratto terminale del torrente vi e il rischio che la corrente idraulica non riesca a defluire regolarmente generando fenomeni di rigurgito verso monte e che, oltre a mandare in pressione 10 scatolare in cemento armato, possono determinare la fuoriuscita di acqua anche in corrispondenza del tratto iniziale dell’alveo tombato posto in corrispondenza di via Fusandola con conseguente verificarsi di pericolosi fenomeni di esondazione». 

Si ringrazia per le foto Mimmo Donadio Florio e i Figli delle Chiancarelle
Foto di copertina: Francesco D’Ambrosio di Anteprima 24

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