Mancanza di manutenzione in città del verde pubblico

Soprattutto mancanza di una visione progettuale. Il verde ormai viene visto solo come una incombenza fastidiosa e superflua.

di LUIGI CERCIELLO

A Salerno da molto tempo ormai il verde pubblico viene visto come nemica del “verde pubblico”. Nemica delle casse comunali, ed ora, per manifesta incuria, nemica della sicurezza dei cittadini. Da mesi assistiamo allo scempio degli abbattimenti “ad horas” di alberi in ogni dove di Salerno, così come assistiamo all’incuria di aree verdi abbandonate, forse in attesa della prossima speculazione immobiliare. C’ è da dire che un ufficio del verde pubblico esiste così come esistono mezzi e uomini che in una “megalopoli” come Salerno è difficile vedere all’opera ed ecco quindi che si preferisce sperperare i soldi in assegnazioni in emergenza a ditte esterne che l’unica cosa che sanno fare è distruggere il verde pubblico e portare le fatture in comune. È sotto gli occhi di tutti la questione recente di piazza Alario dove con la nobile scusa di “riammodernarla” (che parolaccia vergognosa per l’arte e la storia millenaria della nostra città) con delle giostre per bambini si nasconde l’ennesima speculazione immobiliare. E non vogliamo non parlare del Parco del Mercatello, che doveva essere un vanto per la città, zona di ristoro per tutti i cittadini ed i giovani e giovanissimi in particolare, abbandonato e pericolante in molte sue parti tanto da dover essere transennato. A pensar male sembrerebbe fatto apposta per poter poi intervenire in futuro con una massiccia commessa per la sua ristrutturazione o peggio altra speculazione immobiliare in una città che ogni anno vede i suoi giovani andar via perché non v’è altro modo per poter lavorare e vivere dignitosamente. Ma i salernitani amano davvero la loro città? Lo scopriremo alle prossime comunali in primavera (o in autunno) da uomo che ama Salerno da sempre tanto da preferirla in gioventù alle più blasonate e rinomate località di vacanze dico ai salernitani “Scetatevi” una buona volta!

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