C’era una volta Piazza Alario: Celano e Pessolano intervengono sulla questione

di MIRKO CANTARELLA

Sullo scempio che si vuole attuare in Piazza Alario non sono mancati i pensieri, i suggerimenti e le denunce di tanti cittadini che tra social e altro si sono confrontati e molti rimasti basiti da questo progetto che ad oggi ancora nessuno ha avuto modo di vedere. Residente della zona è il consigliere comunale in forza ad Italia Viva, Donato Pessolano che tra l’altro si sta battendo anche per il ripristino del bellissimo Belvedere in zona Olivieri. Queste le sue parole:

“Tempo fa ho espresso il mio parere favorevole alla ristrutturazione dell’intera piazza. Credevo, erroneamente, si trattasse di un restyling giusto ed opportuno di un piccolo parco giochi di quartiere come tanti in Italia, senza stravolgimenti radicali. Successivamente ho appreso di un lavoro che comporterà un deturpamento di un pezzo di storia di Salerno con numerosi disagi: riduzione posti auto per i residenti, con una frequentazione non di quartiere; aumento dello smog; pare anche l’abbattimento di alberi secolari – puntualizzo unico polmone verde del quartiere, vista la chiusura del Belvedere poco più su; cosa più deturpante la recinzione e chiusura con un cancello a ridosso della fontana del XX secolo e tanto altro ancora. La politica è confronto, ascolto e partecipazione soprattutto con i residenti dei quartieri, cosa ad oggi ancora non percepita da questa amministrazione. Non voglio dilungarmi ma esprimo la mia vicinanza e sostegno al   comitato Salviamo Piazza Alario”.

Molto contrariato anche Roberto Celano, consigliere comunale di Forza Italia, presente in loco questa mattina, per il muro alzato letteralmente dall’amministrazione comunale che evita ogni forma di confronto e con l’ennesimo appalto dato ad una ditta del napoletano: “A piazza Alario si recinta e si apre il cantiere ed i cittadini residenti si incatenano. In città manca ogni forma di partecipazione, di dibattito, di confronto con i rappresentanti della città e con gli abitanti dei quartieri. Ogni decisione è una imposizione, mai una scelta frutto di condivisione. Il progressismo salernitano è ormai superato, rappresenta la peggiore degenerazione della gestione e del potere. Neanche a dirlo, anche in questo caso, la ditta esecutrice è napoletana. In questa città, in provincia, ormai da un po’ di tempo operano quasi esclusivamente ditte casertane e napoletane… RestituiAMO Salerno ai salernitani!”

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