“La Tempesta perfetta”; l’analisi attuale nella simbolica protesta di Zenzero

di MIRKO CANTARELLA

In questo secondo lookdown a pagarne le spese sono soprattutto le attività commerciali di abbigliamento, e calzature oltre quelle dello spettacolo e dell’attività sportiva che saranno totalmente chiuse. Dalla riapertura, dopo il primo stop nazionale dovuto al Covid-19 ad oggi, le vendite non hanno equilibrato le perdite precedenti causando un ovvio bilancio negativo. Secondo una stima di Confesercenti, tra marzo e agosto le famiglie italiane hanno speso in beni e servizi oltre 2.300 euro in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un totale di 59,2 miliardi di euro di acquisti ‘svaniti’ dall’avvio della crisi. Sempre in questo periodo temporale, la spesa media in beni non alimentari è scesa di 1.170 euro a famiglia. A ridursi sono soprattutto le spese per abbigliamento e calzature (-278 euro in sei mesi, per un totale di -7 miliardi di euro), A questi vanno aggiunti dei veri e propri crolli nelle spese in ricreazione, spettacolo e cultura (-195 euro, totale -5 miliardi) e mobili e arredamento (-166 euro, complessiva -4,2 miliardi). Nei successivi due mesi (settembre-ottobre) la situazione non è affatto migliorata. In questa incredibile contesto, si inserisce la simbolica e “paurosa” protesta di uno degli esercenti commerciali più conosciuti e storici a Salerno: Zenzero Concept Store. In un comunicato e sui propri social, l’attività dei fratelli Saetta ha analizzato la situazione: “Siamo dinnanzi ad un momento storico di estrema criticità che ha coinvolto il paese in tutti i suoi settori, costringendo ciascuno ad uno stravolgimento nel proprio stile di vita. Non mi esprimerò sull’emergenza sanitaria, di cui riconosco la drammaticità, in quanto privo delle dovute competenze per poterlo fare, ma non posso esimermi dal commentare le ripercussioni della stessa sull’economia, in particolare delle piccole imprese. È innegabile infatti che indipendentemente dal fatturato dell’azienda, la crisi non ne guardi le dimensioni, colpendo tutti!

Da marzo ad oggi non possiamo segnalare alcun rimbalzo per i negozi. Il settore dettaglio continua a registrare risultati in calo e forti perdite, rafforzando i timori di una progressiva desertificazione delle città. Il contraccolpo causato dalla chiusura alle 18:00 degli esercizi di somministrazione è stato devastante. A questo   aggiungiamo che il lavoro agile, meglio conosciuto come smart working, svuotando gli uffici ha contribuito ancora di più allo svuotamento delle strade, producendo quella che possiamo definire “Tempesta Perfetta”.

Il piccolo commercio, il piccolo bar, il piccolo ristorante sono patrimonio delle città, svolgono un ruolo sociale favorendo e sviluppando relazioni. È per questo motivo che Governo Centrale, Regionale e Cittadino devono proteggerlo e tutelarlo. Sarebbe stato importante che gli organi competenti si facessero portavoce di messaggi diretti e privi di ambivalenze, invitando i cittadini ad assumere comportamenti prudenti, volti a minimizzare la possibilità di contrarre il virus ma al contempo sostenendo tutte quelle attività che si sono impegnate con scrupolosità nel rispettare le normative imposte in materia di prevenzione al fine di tutelare la propria “azienda” ed il bene collettivo. Non  è un segreto che se entra in sofferenza uno di questi comparti strategici si trascina dietro tutti gli altri. E così è stato e lo è stato da subito. Il calo degli acquisti ha toccato l’80% con punte del 90%. Significa che all’improvviso non abbiamo più lavorato. Allora meglio chiudere.

Il primo lockdown è arrivato all’improvviso ed è stato accettato. Il secondo invece ha rappresentato una sconfitta della politica, del Governo Centrale, Rgionale e Cittadino. Questa pandemia è asimmetrica e il mondo del lavoro è stato così diviso tra lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, rappresentando la punta dell’Iceberg. Salerno “città salotto” è oggi solo un ricordo risalente a 15 anni fa. Ad oggi è un mero susseguirsi di vetrine spente, simbolo della crisi che ha colpito il commercio. È inutile, anacronistico, non rendersi conto o far finta di nulla alimentando così un meccanismo i cui ingranaggi sembrano non funzionare più. Il quadro che abbiamo davanti comincia ad assumere aspetti inquietanti. Stiamo andando incontro alla più grande, profonda e devastante crisi economica dalla fine della seconda guerra mondiale. E allora più che fase 2 si doveva parlare di fase 0 ovvero quella della ricostruzione, della pianificazione, agire con rapidità e non farsi trovare impreparati… ed invece è accaduto esattamente il contrario.  L’emergenza sanitaria e gli ultimi DPCM hanno soltanto dato il colpo di grazia ad un settore sempre più in difficoltà. Solo le evoluzioni delle prossime settimane potranno fornirci elementi utili per giudicare la fondatezza dei provvedimenti del Governo Centrale.Faccio un appello ai nostri governanti, Regione e Governo Centrale, perché si facciano carico le casse dello Stato dei fattori di produzione inalienabili e si ristori ciascun libero imprenditore e professionista con immediatezza, di ogni sofferenza economica subita nell’intento di proteggere le comunità dagli effetti mortali della pandemia. Perché se è vero che senza salute non può esserci un’economia florida è senza dubbio inopinabile che senza un piano di interventi chiaro e sollecito che funga da spinta propulsiva all’economia del nostro Paese, sarà difficile guardare al futuro con ottimismo e speranza. In questo delicato momento, alla luce delle ultime decisioni assunte, noi imprenditori vogliamo semplicemente che con immediatezza ci arrivino i tangibili sostegni che pure vengono riconosciuti agli statali ed in parte a tutte le categorie dipendenti. Il “rischio” imprenditoriale non può dipendere da volontà politiche sia che esse siano condivisibili che non.  Zenzero Conceptstore Salerno”.

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