Marco Napoli: «Vi racconto il mio Giffoni da Ambassador 2019»

di Giovanna Naddeo

Cala il sipario sulla 49esima edizione del festival del cinema di Giffoni Valle Piana.

Oltre 6200 i cinefili provenienti da 50 Paesi che si sono dati appuntamento nella città picentina per la kermesse giovanile più attesa e seguita dell’anno.

Tra questi c’è Marco Napoli appartenente alla categoria “Masterclass Connect” e scelto direttamente da patron Gubitosi tra i 47 Ambassador del festival nel mondo.

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Marco Napoli

Come ti sei avvicinato al festival?
Ho conosciuto il Giffoni tramite alcuni amici per poi avvicinarmi dapprima come visitatore e poi come giurato. È già il secondo anno di masterclass.

A tuo giudizio, quali sono gli elementi di forza del Giffoni?
Lo scambio culturale e il confronto intellettuale con persone provenienti da ogni parte del mondo. Oltre alle proiezioni dei film, ci sono gli incontri con i talent e le personalità della cultura e dell’attualità. Un’esperienza altamente stimolante, unica nel suo genere.

Tra le novità di Giffoni 2019, la nascita degli “Ambassador” del festival. Sei tra i 47 Ambassador selezionati da patron Gubitosi. Quale sarà il tuo compito?
Esportare i valori del Giffoni nella mia università. Mi sono laureato a Unisa e adesso mi sto specializzando al “Gemelli” di Roma.

Quali sono stati gli incontri che hai preferito di questa edizione 2019?

Difficile scegliere. Forse la presentazione della docuserie “Boez” con il ministro Bonafede. Un prodotto RaiFiction narrante il viaggio/pellegrinaggio come dispositivo di recupero per 6 ragazzi condannati e in regime di detenzione. Una pena alternativa già praticata in altri paesi europei e che abbatte le percentuali di recidiva.

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