“Voglio un mondo pulito”, quando il buon esempio parte dai giovani

di Erika Noschese

Voglio un mondo pulito: è lo slogan dell’omonima associazione fondata, recentemente, dal salernitano Ciccio Ronca che un giorno, quasi per caso, ha deciso di pulire le spiagge salernitane. «Sbagliato pensare che qualcuno lo farà prima o poi. Quel “qualcuno” possiamo essere noi e farlo da subito», ha dichiarato il giovane che – per invogliare i suoi concittadini – ha deciso di pubblicare le foto sui suoi canali social. Da qui nasce l’associazione “Voglio un mondo pulito”.

Com’è nata l’associazione “Voglio un mondo più pulito”?
«È nata lo scorso 7 marzo quando sono sceso da solo in spiaggia facendomi un
selfie e e chiedendo alla gente se volesse unirsi a me, chiunque era il benvenuto. No me lo aspettavo ma ho riscontrato un buon numero di adesioni. La pagina principalmente la feci nascere perché poi pubblicare tutte le foto che facevamo sul mio profilo era un po’ complicato. Da qui, dunque, nasce la pagina che oggi utilizziamo per denunciare la situazione che troviamo a mare ma non solo. Il nome per la pagina però lo abbiamo
scelto solo il 16marzo».

Tu hai pulito già diverse spiagge della città di Salerno soprattutto la zona orientale, come nasce in te la necessità di contribuire alla pulizia delle spiagge?
«Perché io parto dall’idea che, quando una cosa non ci garba, non dobbiamo sempre aspettare che qualcuno venga a farlo per noi. Questa è una filosofia un po’ buddista, io sono buddista, ho questa mentalità e ho pensato che l’imput poteva partire anche dalla persona comune. Ho detto inizio da me e ho deciso di sfruttare i social essendo io un dj ed essendo seguito, proprio per dare riscontro all’iniziativa. E la necessità è proprio di dare uno schiaffo all’inerzia alla pigrizia di aspettare sempre l’altro».

Quante sono le spiagge che ad oggi sono state ripulite da voi?
«Principalmente la zona industriale, Marina d’Archi che va ripulita più volte perché l’inquinamento è assurdo. Abbiamo tolto più di 500 bottiglie di plastica, 500 kili di ferro ma c’è anche il fattore inciviltà perché nonostante i video, nonostante le foto davanti alle persone il sabato mattina quando andiamo troviamo le buste di chi, magari il giorno prima, ha passato la  giornata al mare. Quindi noi vogliamo sensibilizzare perché dare la colpa solo al Comune non serve. Noi abbiamo fatto richiesta di campane e di cestini dato
che non li hanno messi però non è che si butta la bottiglia a terra. L’amministrazione non fa nulla ma nemmeno il cittadino fa la sua parte».

Avendo già pulito diverse spiagge quanto sono sporche le nostre spiagge, quanto lavoro c’è da fare?
«C’è ancora molto lavoro da fare, ci vogliono parecchi anni. Pensa che in una zona stiamo da marzo e facciamo una media di 30 buste ogni volta che scendiamo e ancora oggi ne facciamo trenta. Ora un po’ meno perché ci sono gli stabilimenti che controllano e puliscono perché non conviene avere la spiaggia sporca. Diciamo però che si ti fai un giro magari alla foce del fiume trovi l’impossibile abbiamo. La situazione è abbastanza grave perché io ad aprile con i ragazzi andammo a pulire la spiaggia a marina di Eboli e là è proprio una discarica a cielo aperto tanto che hanno chiuso la strada. La cosa triste che era una spiaggia bellissima tipo quelle americane».

Da promoter dell’’iniziativa se potessi lanciare un appello soprattutto in questo periodo che cosa diresti ai tuoi concittadini?
«Direi di trattare l’ambiente, le strade come se fosse casa nostra perché è “casa nostra”».

Quali sono le prossime spiagge che pulirete nel salernitano?
«Proprio stamattina con gli attivisti di New York abbiamo fatto un evento insieme poi ci stiamo occupando, a livello urbano, di progetti per la sistemazione di cestini e posacenere per la città. Poi raccogliere le cicche da terra per far vedere che ci sta a terra alla gente».

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