Fondazione Ravello, altri sei mesi con Felicori

di Erika Noschese

Riformare totalmente lo statuto. E’ questo, ad oggi, l’obiettivo di Mauro Felicori commissario della Fondazione Ravello che nei giorni scorsi ha visto prorogato il suo commissariamento, per scelta della Regione Campania, per altri sei mesi.

Un lasso di tempo che lo stesso commissario spera di non dover rispettare per far uscire la fondazione Ravello fuori dal commissariamento nei prossimi mesi.

Presidente si aspettava la proroga di questo commissariamento per la fondazione Ravello?

«Io ho delle cose importanti da portare a termine, come la riforma dello statuto che va rivista perché se c’è bisogno di rifare lo statuto non si può poi presentare lo stesso di prima. Ma si deve fare anche una cosa che duri nel tempo, con un po’ di meditazione, di decantazione utile. Devo dire però che non vorrei superare questo secondo incarico».

Lei ora ha sei mesi di tempo a disposizione, cosa intende fare e cosa farà nell’immediato?
«Intanto, c’è da gestire il festival che ufficialmente finisce a ottobre. La parte sinfonica finisce il 31 agosto ma la parte di organi, coristi e cameristici e altro va avanti fino ad ot tobre. Il festival è iniziato bene ora possiamo ancora crescere, anche nell’immagine e nella comunicazione. Adesso sulla base delle mie proposte, inizia la fase di dialogo con i soci fondatori che sono la Regione, il Comune e la Provincia di Salerno. Ho già chiesto degli incontri per iniziare a presentare le mie proposte».

Il festival di Ravello si conferma anche quest’anno un’eccellenza non solo campana, riconosciuto anche a livello nazionale. Tra le novità di quest’anno la collaborazione con il Conservatorio di Salerno. Quanto è importante far emergere i giovani in manifestazioni così importanti?
«L’Italia è un grande Paese della musica. La musica è un’industria, privata e pubblica, importante. Ci sono migliaia di musicisti che vivono quotidianamente in questo settore che per crescere ha bisogno di una formazione di alto livello. Parlo di conservatori che sono molto importanti; noi dobbiamo voler bene ai conservatori italiani, aiutarli a crescere, dare ai ragazzi anche palcoscenici importanti che servono anche d’incoraggiamento per il Paese in cui vivono. Penso che i ragazzi che studiano musica, se vivono in un ambiente amico e favorevole, possono diventare più bravi, più forti. Abbiamo bisogno di orchestre, di solisti».

Lei ha appunto parlato dell’importanza dei conservatori e e di invogliare i giovani. A Salerno, i giovani musicisti non hanno ancora spazi adeguati in cui esibirsi. Ad oggi, dell’Auditorium non si sa ancora nulla…

«E’ un argomento che non conosco e preferisco non commentare le cose che non conosco o che non fanno parte del mio lavoro. Posso dire, per parte nostra, che abbiamo invece offerto ai giovani un palcoscenico formidabile che si chiama Ravello. Ecco, il nostro messaggio è chiaro: incoraggiare i giovani dando loro uno spazio. Le questioni di Salerno non le conosco ma se anche le conoscessi non sono una persona che commenta le cose di altri. Il commissario ormai da mesi è a lavoro per riformulare lo statuto della commissione: Felicori punta dunque all’ingresso di nuovi soci all’interno della fondazione proprio per ampliare l’organico anche e soprattutto per offrire sempre nuove idee e proposte ma anche per rendere più dinamica e veloce la stessa fondazione. Ad oggi, Felicori ha un solo obiettivo: portare in alto il nome di Ravello grazie allo storico festival ed uscire, prima dei sei mesi, dal commissariamento, senza mai dimenticare o trascurare la stessa fondazione e i giovani».

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