La solitudine dei numeri vuoti

di LUIGI CERCIELLO

Ebbene si solo così possiamo definire i numeri usciti dalle urne il 3 e 4 ottobre che hanno determinato la vittoria ed
il ritorno (quando mai se ne sono andati) del sindaco Vincenzo Napoli e dei soliti noti. Numeri che le inchieste giudiziarie stanno mettendo a nudo. Numeri vuoti perché privi di senso civico, privi di amore per la propria città, estorti con il ricatto della fame, merce di scambio tra gruppi di potere imprenditorial – politico.
Un sistema senza pudore autoreferenziale quello del “Sistema Salerno” inaugurato decenni fa da un decano
della politica, ex PCI (soprannominato “POL POT”), ex PDS ex DS (ex PD?); sistema che nonostante sia stato
investito da poco più di un mese da un tifone giudiziario, probabilmente destinato ad ingrossarsi e divenire
un uragano, in maniera arrogante, senza pudore, in sprezzo agli accadimenti giudiziari (come gli stessi giudici
hanno avuto modo di constatare), incuranti delle indagini, continuano ad operare con i loro numeri vuoti a
Palazzo di Città facendo ricadere ipocritamente i loro imbrogli, la loro vendetta, sui poveri lavoratori delle
coop con la più vile delle armi del ricatto: il licenziamento e LA FAME! E già perché la cooperativa “San Matteo”, che ha dato il via ufficiale ad un nuovo filone della “Dynasty giudiziaria” di Salerno (minacce sul libero svolgimento del voto), per un audio intimidatorio su di una chat whatsapp si è vista revocare gli appalti perché venuti meno i requisiti di moralità; è opportuno far notare che la cooperativa coinvolta è indagata, indagati i suoi vertici (non tutti i soci lavoratori), né sono stati rinviati a giudizio e come ovvio, condannati. Nel contempo è di pochi giorni fa la nomina a presidente del Consiglio comunale di Dario Loffredo (il più votato, i numeri più alti alle ultime amministrative) già indagato per concorso in turbativa d’asta, pertanto ci chiediamo essendo garantisti ma anche coerenti: come la
mettiamo con i requisiti di moralità? Perché due pesi e due misure?
Ecco quindi riproporsi il senso di impunità, la scaltrezza delle parole giuridiche ma anche l’arroganza o meglio
la spregiudicatezza a cui la Procura salernitana ha fatto riferimento di chi, pur sapendo di essere sotto
indagine, continua ad agire come se niente fosse.
Nel frattempo l’Italia cerca di riprendersi dalla crisi EcoCovid: Continua spedito il recupero dell’economia
italiana nel 2021 con i consumi in forte risalita in particolare nel settore del terziario e dei servizi (commercio,
turismo, trasporti, pubblici esercizi, credito ecc.) che manco a dirlo sono gli unici veri settori trainanti
dell’economia salernitana; dunque una rinascita per l’economia asfittica salernitana?
“Manco pe niente” l’ultimo esempio della professionalità e del senso di responsabilità verso la nostra città
lo abbiamo avuto con il flop del piano sicurezza per le tanto amate e criticate “Luci D’artista” dove il Comune
ha dimostrato ancora una volta quanto la sua incapacità sia un danno per tutta la comunità salernitana. A
non autorizzare l’avvio della manifestazione natalizia è stato il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica
convocato in Prefettura dal prefetto di Salerno. L’ottimismo mostrato dall’assessore alla Sicurezza, Claudio
Tringali, che aveva definito le eccezioni fatte «non sostanziali», e malgrado le dichiarazioni di accensione
delle luminarie fissate per il 26 novembre, probabilmente si arriverà al prossimo fine settimana. Il tempo
perso per ripetere l’appalto affidato dal Comune ad una cooperativa, risultato inadeguato e quindi bocciato
dal tavolo tecnico formato dal Questore dal Prefetto e dai VVFF per la prevenzione sanitaria e la sicurezza, è
costato molto caro agli esercenti salernitani: almeno trenta giorni di incasso mancato ed il prossimo futuro
con l’incubo varianti del Virus lascia presagire scenari preoccupanti. E nel frattempo una agenzia turistica
dalla Capitale lamenta ritardi e mancate risposte da parte del Comune, vigili e Salerno Mobilità in merito alla
prenotazione della sosta (a pagamento) dei bus turistici e fa sapere che: «dopo aver infilato una serie infinita
di ritardi, disservizi ed informazioni errate, non solo mi guarderò bene dall’organizzare nuovamente una gita
a Salerno, ma dirò ai miei colleghi di starne alla larga» (tutta la vicenda è ampiamente descritta sull’edizione
del Mattino di Salerno di sabato 27 novembre): ancora una volta l’amministrazione cittadina è in mano ad
una simpatica banda bassotti diversamente abile.

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