Ospedale di Agropoli, in centinaia per chiedere la riapertura: ultimatum alla Regione

Si è svolta ieri pomeriggio, a partire dalle ore 15.00, la protesta pacifica davanti all’ex ospedale civile di Agropoli, un’iniziativa voluta fortemente dai genitori di Tommaso Gorga, il giovane 15enne morto lo scorso 18 settembre a seguito di un incidente stradale avvenuto sulla Via del mare, all’altezza di Ogliastro marina trasportato in ambulanza al San Luca di Vallo della Lucania. Tante le persone che si sono ritrovate davanti all’ospedale per chiedere la riapertura di tutti i reparti del nosocomio a cominciare dal pronto soccorso. Il presidio ospedaliero è chiuso dal 2013 (all’epoca governava il centrodestra con Caldoro) e rimane fuori, ancora oggi, dalla rete dell’emergenza. Il governatore Vincenzo De Luca, a giugno del 2020, quando la Campania usciva dal lockdown nazionale, promise la riapertura annunciando il potenziamento del pronto soccorso e l’apertura di nuovi reparti. Presenti anche gli amici di Tommaso che sono partiti in moto e scooter dal luogo della tragedia e in corteo sono giunti numerosi fino al presidio ospedaliero. C’erano inoltre rappresentanti di comitati civici, associazioni, il consigliere regionale M5S Michele Cammarano, i sindaci di Agropoli, Adamo Coppola, e Castellabate, Marco Rizzo, diversi consiglieri comunali dei due centri, di maggioranza e minoranza, così come tanti ex amministratori. Nessuno di loro è intervenuto perché, hanno detto gli organizzatori, “questa manifestazione era per far sentire la voce dei cittadini e non quella della politica”. Proprio alcuni cittadini hanno testimoniato i disagi dovuti all’assenza di un pronto soccorso nella rete dell’emergenza ad Agropoli. Alla Regione è stato dato un ultimatum: quello del 31 dicembre. La città attende risposte.

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