“Salerno caso nazionale”, dai conti in rosso all’appello all’unità. Ma scoppia il caso sulle assenze di Fdi e Cammarota

L’occasione sono i conti in rosso del Comune di Salerno, l’appello è a tutte le forze antagoniste alla maggioranza d’ispirazione deluchiana. Questa mattina a Palazzo di Città, una conferenza stampa di alcuni consiglieri comunali d’opposizione e di alcuni rappresentanti di forze politiche e di associazioni del territorio. Assenti, perché non invitati, i Fratelli d’Italia con il suo candidato sindaco Michele Sarno e il suo consigliere comunale Pietro Stasi e il presidente della commissione trasparenza Antonio Cammarota, candidato sindaco de “La Nostra libertà”. «Non sono con noi stamattina – spiegano – perché sono già partiti e sono in campo come candidati sindaco. Naturalmente da qui riparte nuovamente l’appello all’unità. Ma ognuno faccia un passo indietro per la costruzione di un nuovo perimetro della coalizione». Tra i presenti anche alcuni esponenti di Oltre, tra cui Donato Pessolano e Leonardo Gallo, quest’ultimo intervenuto e Rosaria Chechile, opposizione Pd in città. “Salerno diventi un caso nazionale. La situazione del bilancio è disastrosa e serve una grande alleanza fra le forze politiche, come avviene nel Governo nazionale”. È la sintesi della conferenza stampa convocata a Palazzo di Città da alcuni consiglieri comunali del centrodestra e dalle Associazioni. Il consigliere comunale di Forza Italia, Roberto Celano ha raccontato numeri ed attività di questi anni. “Abbiamo sempre – ha detto – denunciato i limiti dell’azione amministrativa, ora anche autorevoli organismi di controllo, non solo le opposizioni, parlano di extra deficit di oltre 120 milioni. Abbiamo già le aliquote più alte d’Italia ed i salernitani rischiano di pagare un prezzo altissimo. C’è una emergenza economica, democratica e sociale che richiede una unità delle forze politiche come avviene nel governo nazionale”.

“Dobbiamo unire – ha aggiunto Celano – il centrodestra ed aprirci ad altre sensibilità ed esperienze politiche, è l’appello che rivolgiamo a tutti”.

Alla riunione ha partecipato anche il consigliere comunale della Lega, Dante Santoro. “La classifica nazionale ci dice – ha sottolineato- che Salerno è il quarto comune in Italia a rischio default. Ho sempre parlato di ‘Amministrazione sanguisuga’, hanno distrutto tutto. Noi ci siamo, un’alternativa c’è”. Per Santoro “è il tempo di una proposta di governo, si parta dalla opposizione, da chi ha fatto crescere proposte in città”

Per Luigi Cerciello, dirigente cittadino del partito di Salvini “La Lega rimane dell’ avviso che andare uniti sia l’opzione migliore per offrire un’alternativa seria e credibile alla città anche e soprattutto in virtù dei numeri espressi dal bilancio cittadino che mette in seria difficoltà le casse comunali”. Il dirigente ha poi ricordato “La Lega ha messo a disposizione, e fin da subito, un candidato sindaco giovane, motivato e preparato ed allo stesso tempo ha espresso la massima disponibilità a convergere su di un candidato sindaco condiviso”.

Per Alfonso Baviera, dirigente di Cambiamo bisogna lavorare per unire. “La disastrosa gestione delle amministrazioni che si sono susseguite in questi anni ha portato alla luce ciò che da sempre si sapeva, mala gestione, cementificazione, spese inutili e mai a favore della città ma per propri tornaconti. È per questo – ha rilanciato d’intesa con il segretario cittadino Cristiano Pontillo – che noi di Coraggio Italia Cambiamo! Insieme lavoriamo da mesi per aggregare tutte le anime di questa città che, come noi, hanno voglia di dire basta, hanno voglia di far rivivere Salerno e la sua storia”.

Alla conferenza ha partecipato, in rappresentanza dell’Associazione ‘Andare Avanti’ l’avvocato Fabio Mammone che ha auspicato un centrodestra unito ed allargato a forze diverse.

“Gli ultimi dati diffusi, relativamente all’esposizione debitoria del Comune di Salerno, ci devono preoccupare anche alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha inteso andare – ha precisato l’avvocato – contro la prassi normativa in tema di riequilibrio finanziario su base trentennale. Muta, dunque, la volontà di consentire le politiche a corto respiro. Questo vuol dire che in caso di assenza di una nuova norma salva enti il comune di Salerno potrebbe trovarsi in una situazione di dissesto con ogni conseguenza anche in danno dei dipendenti”.

“Allora chi guida la città – ha proseguito – oggi faccia ammenda ed ammetta gli errori di programmazione commessi che porteranno le future generazioni a farsi carico del fallimento di chi ha inteso perseguire il fine del consolidamento del potere in danno ad una buona politica esercitata guardando al futuro delle nuove generazioni”.

Per il giornalista Gaetano Amatruda, che ha moderato l’incontro, è giunto “il tempo di unire e superare i distinguo fra le formazioni politiche. Serve una grande intesa che aiuti Salerno, una vera collaborazione fra tutte le forze politiche da destra a sinistra ed in questa direzione l’esperimento nazionale aiuta”.

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