“L’ACQUA RE MUORT” è più viva che mai!

Quando Salerno aveva tutte le carte per mostrarsi al mondo come la Città del Benessere

di LUIGI CERCIELLO

Si è svolta questa mattina innanzi ai cancelli dello storico stabilimento delle acque Vitolo – Gatti di Salerno la manifestazione contro l’edificazione al suo posto di un grattacielo. Secolare la storia di queste acque facenti parte di un più ampio complesso termale naturale, acque conosciute già nell’antichità per le loro indubbie qualità salutari: vanto della città allora “europea” in quanto riconosciute come seconde in Europa solo a quelle provenienti dal cuore dei vulcani francesi, la “Vichy”.

Ebbene dopo aver “fatto fuori” Le terme (Caruso) Campione con una speculazione edilizia (Nel 1901 e nel 1906, l’acqua Caruso vinse la Medaglia d’oro alla ”Esposizione Universale delle Acque” di Parigi), tra l’altro riammodernate prima verso la fine del 1800° ed in seguito nei primi anni 20 del 900° con una pregevole edilizia in stile Liberty che oggi avrebbe fatto da forte attrattore turistico internazionale e fonte di lavoro, (pensate che ad Ocean drive a Miami vanno da tutto il mondo per ammirare le palazzine in Art Déco), ora è il turno dello storico stabilimento. Molta è la documentazione conservata negli archivi cittadini che ne racconta la storia ma sicuramente sentirla da una persona che ne ha fatto parte è tutta un’altra cosa. Capita così di ascoltare dalla viva voce di uno dei componenti della famiglia che ha gestito per 40 anni lo storico stabilimento come abbia visto crescere l’azienda, di come il nonno periodicamente concedesse l’uso gratuito a tutti i cittadini delle acque e di come abbia visto proliferare intorno allo stabilimento la speculazione edilizia e l’abbandono del territorio circostante e di come oggi si voglia dare il colpo di grazia con la costruzione di un grattacielo di 12 piani con annessi e connessi, facendolo passare per green.  “Vedete! Lì dove oggi sorge un caseggiato una volta c’era un bosco dove andavo a giocare da bambino”, ci racconta Mimmo Florio, figlio dell’ex proprietario dello stabilimento. poco più avanti si scorge l’insediamento etrusco di Fratte. Agguerritissimo anche Lorenzo Forte fautore dell’iniziativa di questa mattina e da sempre in prima linea, lo ricordiamo tra le tante sue battaglie per quella decennale sulle Fonderie Pisano di Fratte. Con la mente proviamo a ricreare il paesaggio ed immaginiamo fontane, ruscelli, le esalazioni benefiche delle acque con i bagni termali e i boschi in un percorso che passa attraverso la storia degli etruschi prima e degli antichi romani poi. Certamente Lo storico stabilimento sarebbe potuto rientrare in un programma più ampio di riqualificazione (i fondi europei non mancano), diventare un luogo di aggregazione pubblica, riprendere la sua antica destinazione e nel contempo essere un centro di benessere con attività commerciali a tema. Non ci dimentichiamo infatti della “Scuola Medica salernitana”, la prima al mondo, accompagnata dalla non meno nota dieta mediterranea nata nel Cilento e conosciuta in tutto il mondo, Intorno a tutto questo si sarebbe potuto creare un percorso di accrescimento economico e culturale della città. Certo ci vorrebbe un sindaco ed una amministrazione lungimiranti che sappiano programmare e perché no anche sognare una città del futuro eco – socio – ed economico compatibile (Troppa roba mi rendo conto!), d’altronde ce l’ho chiede l’Europa con il “green deal”, insomma una rivincita contro un disordinata e dissennata speculazione edilizia, ma aimè, sembra proprio non essercene traccia. Non manca la polemica strumentale portata da taluni che vuole la chiusura dello stabilimento per la vicinanza con il Campo santo, su cui non ci dilunghiamo più di tanto poiché dettata da mera ignoranza magari abilmente veicolata: basta ricordare che le acque venivano costantemente analizzate fin dal 1850 e se erano seconde a quelle di Vichy! Inoltre il Cimitero sorge a distanza e su di una collina, personalmente ricordo che veniva persino consigliata dai pediatri salernitani per la diluizione con il latte in polvere per i neonati …… ho detto tutto! A dimostrazione delle potenzialità di questo stabilimento giova ricordare che nel 2003/2004 la Vitologatti con la nuova proprietà era arrivata ad essere presente in Africa, in Germania, in Inghilterra e in quasi tutto il mercato arabo e stava per sbarcare in Giappone, i giapponesi erano particolarmente interessati alle sue specifiche organolettiche, scelta tra ben duecento prese in esame, definita naturalmente dolce, incontrando il gusto dei palati giapponesi più restii. Una azienda quindi all’epoca in forte espansione e non si capisce perché abbia poi fatto la fine che conosciamo; ma oggi, “udite udite”, tutti felici perché la storica fonte Vitolo – Gatti verrà canalizzata, in una fontana pubblica fruibile per tutti….….aggratisss! Personalmente non so se ridere o arrabbiarmi per l’offesa alla pubblica intelligenza! Sta di fatto che ancora una volta la memoria millenaria di una città dagli antichi fasti Arechiani farà da fondamenta ad inutili e costosi appartamenti, cattedrali nel deserto, esempio di vanità e cupidigia di lor signori! Un’altra occasione persa!

Concludo con una riflessione personale: Salerno ed i salernitani hanno bisogno di uno scatto di orgoglio e di amor proprio, di ritrovarsi nella loro storia, unica vera fonte di guadagno; hanno bisogno di “una parte di prodezza e tre di stoltezza” per uscire da questo trentennale “medioevo politico – economico”.

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