Marchetti: “La sospensione non pregiudica il ricorso che sarà proposto”

Il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, come da lui anticipato la scorsa settimana, ha firmato l’ordinanza che dispone la sospensione dell’attività didattica in presenza dei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché nelle Università fino a domenica 14 marzo. Sull’argomento è intervenuto il vice segretario nazionale del Codacons avvocato Matteo Marchetti sottolineando che il TAR “si è pronunciato contro le istanze di misure provvisorie ed urgenti anteriori alla causa presentate dal Codacons e da gruppi di genitori, e che tale sospensione non pregiudica il ricorso che sarà proposto”. Marchetti precisa che c’è massimo rispetto per il provvedimento del TAR: “Il TAR di Napoli ha preso questa decisione perché ha ritenuto sullo stesso piano di tutela costituzionale la salute e l’istruzione” Inoltre il vice segretario nazionale Codacons fa presente di come, il presidente De Luca non poteva attuare ordinanze che siano contro i DPCM come sancito dal decreto 153/20 del 2021 e confermato dall’ordinanza del TAR numero 306.  “La cosa fondamentale è che quel decreto, confermato dall’ordinanza arrivata il 16 febbraio, per certi versi ammoniva Il presidente della Regione, che dal mese di novembre ha emanato una serie di ordinanze per bloccare la scuola, non solo di rispettare i dpcm ma di attenersi a ciò che dicono. Ora, invece, nella nuova ordinanza da lui ufficializzata, la numero 6 del 27 febbraio, ancora una volta ha contravvenuto al dpcm ed anche questo da noi è stato inserito nell’istanza presentata” – ha precisato Marchetti che fa anche due considerazioni nel merito, ovvero che le scuole sono state chiuse tutte, dal nido in su in una regione che secondo le disposizioni è di colore arancione mentre, in regioni che sono state nominate zona rossa, le scuole sono aperte fino alla scuola secondaria di primo grado (scuola media).  “Altra considerazione che voglio far presente è riferita all’esempio della regione Lazio, dove le scuole sono rimaste sempre aperte e ciò non ha causato aumenti di contagi. E’ palesemente dimostrato che l’aumento di contagi da covid-19 non avviene all’interno dei plessi scolastici ma negli assembramenti esterni dove spesso, non ci sono adeguati controlli” – ha concluso Marchetti.

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