Salerno, il Ruggi si illumina per la Giornata delle Malattie Rare

di Stefania Maffeo

L’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno accende le luci sulle malattie rare, illuminando la Torre Cardiologica con i colori simboli della giornata ad essa dedicata in programma per domenica 28 febbraio.

Anche quest’anno, nonostante le difficoltà del periodo pandemico, l’Azienda Ospedaliera ha continuato a lavorare per migliorare i percorsi dei pazienti “rari” e non ha dimenticato il proprio impegno alle cure ed allo studio delle malattie rare.

Tanti i concreti esempi in tal senso, a partire dal primo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale redatto sulla Gastroenterite eosinofila proprio al Ruggi presso la UOC di Gastroenterologia diretta dalla Prof.ssa Carolina Ciacci. Il gruppo di lavoro per le malattie rare gastoenteriche non si ferma e le professoresse Ciacci e Paola Iovino hanno attivato la certificazione per la teduglutide,principio del farmaco necessario alla cura della sindrome dell’intestino corto, diventando, così, centro prescrittore in Campania ed unico centro di riferimento dell’Area SUD.

Il percorso di certificazione è stato seguito dalla Dr.ssa Gabriella Schettino, che ha lavorato per ottenere abilitazione SANIARP sotto la guida della Direzione Medicina di Presidio, Direttore Dr. Angelo Gerbasio.

A breve, grazie al costate lavoro della referente Malattie Rare al Ruggi, Dr.ssa Antonella Maisto, del coordinatore dei tavoli tecnici Prof Massimo Triggiani, della Psicologa Sabina D’Amato e della Dottoressa Antonella Ferrara,  si attiveranno i percorsi di accompagnamento psicologico e nutrizionale per i pazienti affetti da Malattie Rare.

La UOC di Gastroenterologia, mediante figure professionali di dietiste e nutrizioniste, avvierà strategie nutrizionali appositamente studiate per i malati rari con percorsi nutrizionali personalizzati. La dottoressa Sabina D’Amato attiverà, invece, percorsi di accompagnamento e sostegno psicologico per quanti, durante il percorso di cura in ospedale, manifesteranno tale necessità.

L’AOU, sotto al guida del Direttore Generale, Dr. Vincenzo D’Amato, e del Direttore Sanitario, Dr.ssa Anna Borrelli, hanno permesso la continuità delle cure anche nei momenti più difficili in cui tutto sembrava fermarsi dimostrando che i pazienti rari restano una priorità e che la sanità non si ferma nonostante tutto. Tutto questo è stato possibile anche e soprattutto grazie alla Guida del Centro di Coordinamento  della Malate Rare Regionale diretto dal Prof.  Giuseppe Limogelli.

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