Un attentato in Congo uccide il brillante ambasciatore Luca Attanasio

di Piergiorgio La Guardia

Kanyamahoro, 22 febbraio 2021, 10 anti meridiane: il brillante ambasciatore 44enne originario del basso varesotto Luca Attanasio, impegnato in prima linea per l’Onu in una operazione di peacekeeping in Congo, rimane vittima di una raffica di armi da fuoco assieme al suo autista ed al suo carabiniere di scorta agente Iacovacci, anni 30. Erano a bordo di una vettura Onu quando, nella località congolese sopra citata, sono stati accerchiati da un agguato e colpiti da proiettili a loro indirizzato e le guardie del parco locale congolese non hanno potuto soccorrerli in tempo.

Le prime piste sulle quali gli inquirenti hanno deciso di indirizzare le loro indagini rivelano di un omicidio commesso con dolo da gruppi armati dei Monti Virunga, forse dei ribelli ruandesi che hanno valicato il confine, cosa che spesso fanno per commettere omicidi e razzie di beni. Ma le dinamiche dell’agguato sono tutte da accertare e da ricostruire con precisione, nessuna informazione è al momento da dare come sicura.

La diplomazia italiana piange un suo eroe valoroso ed eccezionale caduto sul campo operativo mentre stava servendo non solamente la propria nazione ma una intera comunità internazionale che da anni lo aveva posto a capo di una missione delicata come la Monusco.

L’agente Iacovacci invece, originario dell’Agro Pontino, in forza presso l’Arma Dei Carabinieri, aveva solamente 30 anni ma già in giovanissima età aveva deciso di rispondere alla chiamata della patria.

Su questa morte tutte le fonti istituzionali hanno promesso di far luce, forse anche relazionando in Parlamento, e di individuare e punire con la reclusione, secondo quanto dispone il diritto internazionale, gli esecutori dell’omicidio.

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