De Luca sulla frana di Amalfi: “Emergenza nazionale, il Governo nomini un commissario”

di Maria Francesca Troisi

Come ogni venerdì, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca fa il punto via social sulle vicende politiche nazionali e sui temi legati alla pandemia, anticipando le decisioni riguardanti la “questione scuole”, senza tralasciare la grave frana che ha interessato Amalfi lo scorso 2 febbraio.

Amalfi, frana del 2 febbraio
“Manderò in queste ore una dichiarazione al Governo per dire che la situazione di Amalfi è di una gravità assoluta. Non possiamo avere per mesi una situazione in cui non può passare un’ambulanza. Chiederemo al governo anche la nomina di un commissario, perché se andiamo con i tempi ordinari dell’Italia o della protezione civile stiamo mesi a discutere”. De Luca mette a fuoco la situazione che si è creata ad Amalfi a seguito della frana che ha investito e semidistrutto il tratto della strada statale 163 che ricade nel territorio comunale.

“Abbiamo convocato una riunione al Genio civile di Salerno – continua – e abbiamo invitato anche le forze armate, il Genio militare, per valutare se non sia possibile avere un intervento di straordinaria urgenza per ripristinare anche in via provvisoria i collegamenti stradali. Oggi questo problema è un’emergenza nazionale. Abbiamo già fatto la richiesta di stato di calamità e stiamo intervenendo in queste ore sul Governo nazionale e sulla Protezione civile. Ancora non è stata decisa la dichiarazione di stato calamità per le zone del Cilento, per la mareggiata sul lungomare di Napoli. Non possiamo perdere settimane per una dichiarazione di stato di calamità”.

Mario Draghi presidente del consiglio
“Un colpo d’ala di Mattarella, Draghi è una personalità di grande rilievo e prestigio internazionale. Abbiamo respirato aria nuova da quando ha cominciato a parlare lui. Un’aria di sobrietà dopo un decennio di demagogia, fatto di incompetenza. Un decennio in cui non siamo stati capaci di approvare delle riforme istituzionali che strappassero l’Italia dalla politica politicante. Il Conte bis è stata una vicenda anomala in ogni parte del mondo. Un presidente del consiglio passato da una maggioranza a un’altra opposta, dando un’immagine della politica devastante, senza coerenza”.

“La nomina di Draghi – continua – costringe tutte le forze politiche a fare i conti con le proprie contraddizioni. Il M5S che in questi anni ha assunto posizioni contrarie a quelle che ha sempre raccontato, a cominciare dalle alleanze politiche.

Il Pd, che rimane un partito con un’identità non definita. E la Lega, Forza Italia, che dovranno fare i conti con la realtà. Quando hai una personalità come Draghi, cosa fai? Tutti sono chiamati a fare i conti con i propri limiti e contraddizioni”.

“Direi di non suonare ancora le campane a festa: Draghi dovrà fare un percorso di guerra – riprende – Intanto prendiamo atto che l’Italia ha individuato una personalità che ci dà credibilità in Europa. In questi due/tre anni abbiamo visto cose che non avremmo mai immaginato di vedere (con Conte). L’ultima, quello del tavolino in Piazza Colonna (nel discorso del premier uscente) che sembrava destinato alle verdure – ironizza – dove Conte ha fatto un discorso sintetico, ma significativo, con il quale si è attribuito il titolo di federatore delle forze progressiste italiane. Un compito arduo, ovviamente. Nel breve discorso era contenuta un’affermazione impegnativa: “io ci sono e ci sarò”. Ci ha minacciato chiaramente, avrebbe detto Peppino a Totò nel ristorante milanese (Totò Peppino e la malafemmina ndr)”.

“Per Draghi provo un moto di solidarietà – conclude sulle vicende politiche nazionali – soprattutto quando quest’uomo ha cominciato a fare i colloqui con i cespugli. Un uomo votato al martirio, che dovrà fare i conti con problemi drammatici, a cominciare dal Covid”.

Contagi in salita
“Stiamo assistendo ad una ripresa forte dei contagi, da una settimana viaggiamo con un tasso di positivi estremamente pesante, sui 1500 nuovi positivi con un tasso del 10% di contagio. Dopo settimane di zona gialla, siccome nessuno ha messo in atto controlli indispensabili, stiamo registrando una ripresa grave di contagi”

I due principali canali: la movida (con gli assembramenti nelle piazze, strade, migliaia di ragazzi, di cui tantissimi senza mascherine) e la riapertura delle scuole.

Scuola
“In dieci giorni di apertura delle scuole, dal 25 gennaio al 4 febbraio, in Campania sono 2.280 i positivi nel mondo della scuola, tra docenti, non docenti, studenti. Abbiamo avuto pressioni da parte del peggior ministro della Repubblica Italiana (Lucia Azzolina ndr.) che ha esercitato pressioni in continuazione sui dirigenti scolastici, sul mondo della scuola, per far aprire sempre comunque e a prescindere”.

“Vedremo oggi cosa deciderà l’Unità di crisi – continua – ma è del tutto evidente che questa situazione non la possiamo reggere” aggiunge, dicendo di parlare da “padre di famiglia”.

“Questi i dati nel dettaglio: nella fascia d’età 0-5 anni si registrano 573 casi positivi; fascia 6-10 anni, 617 casi positivi; fascia 11-13 anni, 351 positivi; fascia 14-19 anni, 739 casi. La decisione che dobbiamo prendere è sulla prevenzione, preoccupiamoci che questi dati non si estendano in maniera esponenziale a scuole e famiglie o decidiamo di rimanere passivi e di intervenire fra un mese quando avremo magari le terapie intensive già ingolfate di pazienti Covid destinati spesso a perdere la vita”.

Campagna di vaccinazione
“Sulla base dell’attuale distribuzione dei vaccini, in Campania in dieci mesi vacciniamo un milione e 600mila persone. Per vaccinare tutti arriviamo al 2023. In Lombardia qualcuno ha detto che a giugno terminano le vaccinazioni – continua – ma per cortesia, parliamo un linguaggio di verità, evitiamo ogni volta queste docce fredde”.

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