Il listone dei Progressisti, le trattative di “Assieme”, lo stallo di destra e M5S

di Andrea Pellegrino

Antonio Cammarota prepara la lista fai da te per ritornare in Consiglio comunale; Forza Italia è senza guida e la Lega vuole la leadership

Si vota in quaranta comuni nel salernitano, Luigi de Magistris si candida in Calabria, Clemente Mastella cerca l’intesa a Benevento

Quaranta comuni nel salernitano al voto. Poi Caserta, Benevento, Napoli e fuori confine anche Roma. La lista è lunghissima: quella delle amministrazioni che saranno chiamate al voto entro (Covid permettendo) il prossimo 20 maggio, così come stabilito durante uno degli ultimi Consigli dei ministri. Luigi de Magistris sbarca in Calabria dove a breve si voterà per il rinnovo della presidenza della regione, lasciata vuota dalla compianta Jole Santelli. Il sindaco di Napoli così lascerà spazio libero nella sua città, semmai benedicendo anche un accordo Pd – Movimento 5 Stelle che per ora ragionano su Roberto Fico o su Enzo Amendola. Naturalmente mancano le mosse di Vincenzo De Luca che invece su Salerno, al momento, avrebbe dato il via libera alla ricandidatura di Enzo Napoli. Mastella, neo costruttore alla corte di Conte, a Benevento tenterebbe il bis ma alle sue spalle ci sarebbe anche un accordo Pd – Cinque Stelle che supererebbe l’ex ministro della giustizia. Naturalmente i fatti romani di queste settimane potrebbero far cambiare tutti gli assetti locali. Da Napoli a Roma, passando, dunque, per le altre città medie e grandi chiamate al voto.

A SALERNO SI CERCA L’ALTERNATIVA

E’ storia vecchia, quanto il mondo. O meglio dall’ascesa di Vincenzo De Luca. Per quanti sforzi si mettano in campo, alla fine ci si blocca. Napoli, il sindaco uscente, porta a casa la sconfitta di aver perso 7 consiglieri della maggioranza ma resterebbe ben saldo al comando. La coalizione dovrebbe essere più light rispetto alle precedenti elezioni: un listone con gli uscenti, poi la riproposta delle altre civiche, con la zoppicante Campania Libera quasi del tutto svuotata e in via di ricostruzione. Poi i socialisti, Più Europa e una componente moderata mentre Italia Viva (che vede i due consiglieri comunali fuoriusciti dalla maggioranza) dovrà cercare di sciogliere diversi nodi che vanno dalle vicende nazionali fino a quelle di Palazzo Guerra.

Il centrodestra è ancora in balia delle onde, in attesa di uno schema regionale e diviso tra chi vorrebbe una corsa senza simboli e chi no. Intanto Antonio Cammarota ha già imboccato la sua strada “fai da te” per assicurarsi un posto nell’Assise consiliare; stessa cosa per Michele Sarno che ha già avviato la sua campagna elettorale, tenendo comunque una porta aperta. Per ora Sarno ha incassato anche il sostegno del consigliere comunale in carica Pietro Stasi. Fratelli d’Italia, restia a perdere il simbolo (a Salerno, così come nelle altre realtà) punterebbe più su Battipaglia ed Eboli mentre la Lega starebbe lavorando sullo scacchiere regionale per accaparrarsi la leadership a Salerno città che per ora toccherebbe a Forza Italia. Se così fosse si aprirebbe una autostrada avanti a Dante Santoro. Gli azzurri (praticamente commissariati) attenderebbero notizie dai piani alti, guardando ciò che accade a Napoli dove resta in piedi l’ipotesi Maresca. La partita salernitana è seguita dal parlamentare Gigi Casciello che vorrebbe naturalmente un candidato azzurro alla guida della coalizione cittadina. Casciello, tra l’altro, conosce bene il comune di Salerno, avendo sfidato per primo Vincenzo De Luca. Si lavora a pieno ritmo su «Assieme Salerno», la coalizione che raggruppa varie anime e che si candidata come vera alternativa – fuori dagli schemi e fuori dai partiti – alla corazzata deluchiana. Al centro ci sono sei consiglieri comunali (Antonio D’Alessio, Corrado Naddeo, Leonardo Gallo, Donato Pessolano, Nico Mazzeo), oltre che diverse associazioni e movimenti. Tra questi Deep e parte della sinistra, nonché pezzi moderati. Sul tavolo ha calato il suo progetto fai da te anche Salvatore Memoli, la cui posizione è stata sempre altalenante rispetto a Vincenzo De Luca. Nonostante il recente sostegno alle regionali ora sembra che abbia preso le distanze nuovamente dal governatore, scegliendo la strada dell’autonomia. Lavorano anche i Figli delle Chiancarelle che stavolta vorrebbero scendere in campo in prima persona, tentando di entrare a pieno titolo a Palazzo di Città. Nel caos i Cinque Stelle dove le diverse anime interne sono divise quasi su tutti i punti. Nicola Provenza spinge per la composizione di una lista con simbolo e proprio candidato: in campo ci sarebbe già lo storico militante Catello Lambiase. Ma tra i pentastellati c’è chi intravede anche una soluzione civica

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