Pmi: 300 mila chiuse, perdite per 425 mld. Lepre: “Chissà perchè solo in Italia”

2020 agli sgoccioli, Covid 19 pure, stando ai vaccini che stanno raggiungendo ogni angolo del Paese, ed è il momento di parlare di danni. Ovviamente l’aggettivo adatto sarebbe ‘incalcolabile’, ma proviamo a capire il problema affidando come di consueto l’analisi al prof. Gianni Lepre, opinionista economico del TG2 e presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti Campania e Molise: ” Il Coronavirus ha colpito al cuore la nostra economia subito dopo aver impattato contro un sistema sanitario indebolito da innumerevoli sforbiciate istituzionali”. Lepre ha poi continuato: ” Le PMI, secondo le previsioni più lusinghiere, si attestano su perdite dell’ordine dei 425 mld di euro, a fronte di uno stanziamento totale del governo di appena 29 mld di aiuti diretti ma non scontati. A questo proposito giova ricordare che secondo i dati delle associazioni di categoria, sono oltre 300 mila le imprese che hanno abbassato le saracinesche nel 2020. Sentiamo da più parti parlare di un ‘grande reset’ del sistema industriale italiano, un reset che però favorisce in maniera indignitosa i grossi colossi del web che raccolgono a mani basse i frutti del lockdown”. L’Economista ha poi ribadito: “Dal turismo all’enogastronomia, dal Made In Italy alle filiere produttive del nostro Paese, il collasso è stato totale, come totale anche il fallimento di una politica inadeguata a garantire misure realmente straordinarie, e non semplicemente delle misure spot, o meglio, elemosina per ciechi. E’ diventato infausto anche sperare nel Recovery fund, intrappolato nel politichese delle cabine di regia; come pure stesso discorso vale per la pressione fiscale che resta elevata nonostante i rinvii beffa”. Lepre ha poi concluso: “Non basterà alle PMI ancora in vita un 2021 ‘tax free’, l’esecutivo dovrà provvedere a dosi massicce di liquidità a fondo perduto per riuscire a recuperare e rilanciare il tessuto industriale, nella speranza che chi ha abbassato le saracinesche abbia ancora fiducia e voglia di rimettersi in gioco. Una situazione paradossale che solo in Italia poteva concretizzarsi in maniera tanto drammatica grazie all’inadeguatezza della politica e alla mancanza assoluta di cultura economica. 

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