Salerno, Ali per la Città ai consiglieri comunali: “Verità su bilancio”

“Diteci la verità sui numeri del bilancio”. A chiederlo, con una lettera aperta indirizzata alle consigliere e ai consiglieri comunali di Salerno, è il gruppo civico “Ali per la Città”. “Sarete chiamati ad approvare, -nell’imminente Consiglio di fine anno – si legge nella lettera – le delibere di Giunta del 30/11 scorso, nn. 255-256, relative all’Assestamento del Bilancio 2020, con verifica degli equilibri finanziari, e al Consolidamento dei Bilanci 2019 del ‘Gruppo Amministrazione Pubblica’ (GAP 2019- ASSESTAMENTO BILANCIO PREVISIONE
2020) facente capo all’Ente Comunale. Sull’Assestamento non c’è molto da dire. Per un documento di previsione, costruito a tavolino su aspettative, è naturale la quadratura con giusti equilibri. Diversamente non sarebbe approvabile, ma neppure proponibile. C’è qualcosa da dire, invece, sulla situazione dell’Ente al 30/11 con riferimento allo sbilancio NEGATIVO di Cassa per € 44.610.213,25 coperto con il ricorso ad una anticipazione di liquidità della CC.DD.PP. per € 43.690.794,96. In effetti, se è comprensibile lo sconquasso causato dai mancati introiti di Entrate proprie, appare fonte di qualche perplessità la manovra per il futuro riequilibrio che prevederebbe, tra altre opzioni, un aumento dei tributi locali, l’emissione di un ruolo suppletivo TARI 2015, sembra già disposta, e l’alienazione del patrimonio immobiliare dell’Ente, pure di beni idonei a possibili utilizzi pubblici. Nei giorni scorsi, è stata venduta per 6milioni di euro la palazzina ex Sirti che avrebbe potuto essere sede degna e funzionale di molti degli Uffici Comunali sparsi per la Città. Eppure, non mancherebbero risorse adeguate. Nel Consuntivo 2019 dell’Ente, sono presenti ‘crediti non riscossi’ per entrate proprie dei Titoli I e III pari alla astronomica cifra di € 254.679.778,23. Potete, per favore, spiegarci perché non si incassano? Sono valori concreti o semplici ‘numeri’ messi lì a gonfiare il saldo dell’Avanzo e assicurare il bilanciamento contabile? E, poi, in una necessaria azione di risanamento, non pensate sia opportuno contenere le spese anche ridimensionando progetti che non ci possiamo permettere? Per Santa Teresa si parla di altri 20milioni ed è già stata approvata una variante di € 4.340.697,37 oltre IVA. Sapete se ci sono limiti per quest’opera? Non ritenete più giusto utilizzare le poche risorse per fronteggiare, oggi, i bisogni di chi vive nel disagio? Il Consolidato del Gruppo, al 12/2019, coinvolge 14 società delle 21 partecipate dirette (oltre a 4 indirette) al netto delle 7 in fallimento o liquidazione. Non ci esprimiamo sull’area e sulle modalità del consolidamento, pure meritevoli di chiarimenti. Sarebbe complicato, qui. Ci preme solo evidenziare che il Patrimonio Netto Consolidato si riduce di 150milioni di euro rispetto al 2018, che il conto economico chiude con una perdita di € -111.713.948,40, che i debiti ammontano a € 583.427.833,24, di cui € 396.297.356,33 di natura finanziaria, direttamente o indirettamente riferibili al Comune, e che € 18.272.758,00 sono dichiarati come mancati versamenti di imposte e contributi per i dipendenti. Fatto gravissimo, riteniamo, per società pubbliche. E, con quello che è successo, è presumibile che i debiti abbiano oggi superato la soglia dei
600 miliomi. Sono solo alcuni punti di riflessione, ma ci sembrano sufficienti a dimostrare la presenza di
pesanti criticità operative, economiche e finanziarie. Non lo pensate anche Voi? E, non abbiamo parlato delle operazioni interne al Gruppo. Gentili Sigg.re e Sigg.ri, per ruolo e funzioni, siete certamente in possesso di ogni informazione sugli argomenti sopra esposti, con particolare riferimento alla entità della debitoria di natura finanziaria. E’ il punto più dolente per i cittadini, visto che il rimborso dei mutui pluridecennali dovrà essere assicurato da figli e nipoti e aggraverà verosimilmente un carico tributario già oggi al terzo posto, in Italia, per imposizione. E, purtroppo, sul futuro della nostra Comunità, piegata e piagata dalla emergenza sanitaria, non mancano ulteriori motivi di grande scoraggiamento. Ben sapete della decrescita demografica (131.958 residenti, in verosimile caduta a 130.000 entro fine 2021 solo per il negativo saldo naturale), del 93mo posto (provincia), su 107, per qualità della vita, del 47mo posto, su 52, per efficienza, del primo posto per nuovi poveri, del 15% di giovani dispersi scolasticamente, del 40% stimato di disoccupazione, dell’abbandono di attività commerciali e artigianali. E, lasciamo stare territorio, ambiente e storia. E, allora, nella veste di rappresentanti dei cittadini e di garanti della tutela dei loro interessi, Vi chiediamo di spiegare a tutti, con estrema chiarezza, quali siano le reali condizioni dell’Ente e del Gruppo che contribuite ad amministrare con conseguenti responsabilità sanzionatorie e risarcitorie. Auspichiamo Vostre assicurazioni, in tal senso”.

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