In Italia la democrazia non esiste: ma nessuno se n’è accorto perché ognuno pensa solo a sé stesso

di Luigi Cerciello

Con il taglio dei parlamentari è emerso più che mai come la democrazia in Italia non esista. Questo perché già prima con una legge che assegna il 61% dei seggi al proporzionale ed il 37% con un sistema maggioritario dove, spieghiamo brevemente, per coloro che (purtroppo troppi) non sapessero come funziona, significa che il 61% dei seggi vengono assegnati in base ai voti presi dal simbolo di partito e non dai candidati che sono messi secondo i desideri del segretario nazionale (il cosiddetto “listino bloccato”), mentre il restante 37% e uninominale cioè viene scritto il nome del candidato che prende i voti esprimendo la preferenza personale sul nome del candidato al Parlamento; rimane un 2% (guardate un po’ qui con un proporzionale che prevede anche il voto di preferenza) che viene assegnato agli elettori residenti all’estero. Ora con il taglio dei parlamentari, venendo meno tante poltrone, questo strapotere dei Re dei partiti è ancora più forte ed evidente. Tutto ciò si è reso evidente a tutti con il vergognoso mercato delle vacche e dei buoi a cui abbiamo assistito per l’assegnazione dei collegi elettorali in tutta Italia. Pensate che tanto si ama la democrazia in questo paese che la Corte Costituzionale ci ha messo più di sette anni per dire che una delle precedenti leggi elettorali (il Porcellum) fosse incostituzionale quindi illegale, antidemocratica, nel frattempo diversi parlamenti e governi sono stati eletti con questa legge. In questi anni i governi ed i parlamentari succedutisi di tutto si sono occupati, (leggi spesso inutili o meglio utili a pochi, fatte male e per buttare fumo negli occhi del popolo) ma mai quella più importante: una nuova legge elettorale che livellasse in maniera democratica e proporzionale le nuove elezioni. Eccoci quindi a votare con una legge vecchia ed un taglio dei parlamentari che non tutela assolutamente la rappresentanza del popolo a livello locale, anzi in alcuni casi di fatto la cancella, ma va bene così perché la democrazia viene sempre meno ed il controllo delle caste e delle lobby è sempre più forte. Altra dimostrazione della totale mancanza di democrazia in questo paese sono i partiti stessi che ricordiamolo per i meno coscienti, sono il primo e più importante baluardo rappresentativo della democrazia. Ormai i partiti sono solo un vecchio orpello dell’antica e tanto vituperata “Prima Repubblica”, trasformati in una estensione, un’espressione della vanagloriosa superbia del segretario – leader che ormai fa identificare se stesso con il partito, arrivando persino a modificarne il nome mettendoci il proprio (ricorda un po’ Luigi XIV il “Re Sole” che soleva dire “L’ÉTAT, C’EST MOI” ( “LO STATO SONO IO”) una frase antica ma azzeccatissima di questi tempi dove  statuti e regolamenti che regolano la vita democratica di un partito e ciò significa anche le scelte di candidati al Parlamento, sono costantemente derogati con deroghe alle deroghe e scelte imposte, non condivise con la base e sempre più spesso neanche con i dirigenti; quella base e quei dirigenti che una volta servivano a costruire e radicare il partito sul territorio ed avere un contatto costante con i cittadini per ascoltare e portare le loro richieste in Parlamento. Purtroppo oggi invece, visto che i voti si prendono sui social e in tv facendo a gara a chi la spara più grossa, tutto questo non serve più. Ormai chi si avvicina alla politica e vi presta servizio, spesso purtroppo per fini personali e non come servizio alla Nazione ed al suo Popolo, ha il peso che aveva un servo della gleba, persone a metà tra un uomo libero e uno schiavo che stoltamente si illude di contare qualcosa e di essere premiato per la sua fedeltà e per il suo lavoro o più umanamente avere qualche briciola ed invece una volta succhiatagli anche l’anima viene abbandonato come un cane sul selciato della strada. Ma va tutto bene alla gente va bene così quindi se sta bene al Popolo sta bene a tutti e la democrazia è salva. D’altronde in Italia da secoli funge così: “morto un Papa se ne fa un altro”; “il Re è morto viva il nuovo Re”; “Franza o Spagna purché se magna”; aspettiamo il condono carcerario e le monetine gettate dalla carrozza. E vissero tutti felici e contenti!

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