Acunzo: “Fedele al Presidente ma dispiaciuto per addio di Gelmini e Brunetta, ho stima per Mara Carfagna”

Un ex pentastellato in Forza Italia: quello di Nicola Acunzo è un profilo parlamentare assolutamente particolare. La sua delusione verso Giuseppe Conte ed il Movimento lo ha spinto ad aderire al partito degli azzurri e ad avvicinarsi sempre più alla linea liberale del governo Draghi, salvo, poi, non rinnovare la fiducia allo stesso, in linea con il suo partito, dopo la destabilizzazione della maggioranza iniziata proprio dall’ala più ortodossa del Movimento 5 Stelle. La tentazione di una ricandidatura da parte dell’onorevole che strappó con forza, nell’ormai lontano 2018, il seggio di Battipaglia alla Camera a Romano Ciccone, candidato del centrodestra, sembra però non essere evidente. “Sono un soldato – commenta – a disposizione del Presidente Berlusconi”. 

Onorevole Acunzo, la scelta di lasciare il Movimento 5 Stelle qualche mese fa non l’ha condotta in un partito “draghiano”: come commenta la decisione di non concedere la fiducia al governo di Mario Draghi da parte degli azzurri?

“Draghiano” è un neologismo che Forza Italia con il suo sostegno ha intensamente contributo a diffondere nel Paese. Questo grazie alla lungimiranza del  Presidente Berlusconi che prima di tanti altri ha capito l’enorme risorsa che Draghi rappresenta. Abbiamo siglato un patto unitario con quasi tutti i partiti per questo…e poi cosa è successo? Quella grande risorsa di competenza e rassicurazione per gli italiani, che è stato ed è il professor Mario Draghi é stato umiliato dal M5s che non gli ha votato il Dl Aiuti.

Sono venuti meno al patto di unitá nazionale voluto soprattutto dal Presidente Mattarella. È inevitabile che poi abbiamo chiesto di non voler proseguire senza quel partner inaffidabile che si è dimostrato il M5s”. 

Da ex pentastellato, comprende la scelta di Conte di fuoriuscire dal perimetro della maggioranza di governo? La responsabilità della fine di quest’esperienza è stata del premier dimissionario o dei suoi ex compagni di partito?

“Conte a mio modesto parere ha retto abbastanza bene fino a quando voleva essere l’avvocato del popolo italiano. Quando poi si è intestardito di voler diventare anche l’avvocato del Movimento Cinque Stelle che conosceva poco al suo interno, e delle sue pieghe, è li che qualcosa ha iniziato a non funzionare più. 

Uscire dalla maggioranza ha deteriorato anche l’immagine di uomo affidabile che si era conquistato nel tempo. Ma soprattutto ha messo in allerta chi voleva proseguire serenamente questa esperienza di Governo come Forza Italia”.

Il rischio di una spaccatura di Fi nel salernitano è evidente, soprattutto in seguito alla “presa di distanza” da parte del Ministro per il sud Mara Carfagna, esponente di riferimento nel salernitano.

Qual è la sua posizione a riguardo?

“Mara Carfagna è una professionista seria e preparata , ho grande stima di Lei . Mi spiace molto che siano fuoriusciti la ministra Gelmini e il Ministro Brunetta.

Le divergenze sono il sale della democrazia e fanno sempre bene, quando poi si riescono a risolvere dal di dentro. Forza Italia poi è un partito democratico e liberale in cui ognuno è legittimato a pensarla a proprio modo su specifici temi.

La linea del partito, peró, la detta il Presidente Berlusconi, che, non a caso, è stato il presidente del Consiglio piú longevo della storia Repubblicana”. 

Lei si è da sempre occupato di spettacolo e cultura, tanto da ricevere un’importante delega nell’ambito del suo attuale partito di appartenenza, ovvero Forza Italia. Cosa crede sia stato fatto di positivo dell’esecutivo uscente e cosa reputa invece sia da migliorare in questo settore, anche e soprattutto in una prospettiva programmatica per le imminenti elezioni politiche?

“Diverse iniziative votate in Parlamento ed approvate dal Governo, come il recupero di siti di archeologia  industriale ( ex tabacchifici etc.)  portano la mia firma, ed attendono sindaci efficienti che chiedano i fondi fatti mettere a disposizione.

La Giornata Mondiale del Cinema Italiano, poi, che ho lanciato in commissione Cultura rappresenta una opportunità internazionale per i nostri giovani che nel giorno di nascita di Fellini, ossia il 20 gennaio,  avranno visibilità internazionale in contemporanea mondiale negli istituti italiani di cultura: la distribuzione cinematografica di Stato avverrà a costo zero. Si tratterà di un importante indotto che puó far muovere economicamente  l’intero comparto.

Ci vuole piu’ coraggio, ci vogliono idee nuove in questo settore. Ma, soprattutto, occorre investire in comparti quali quello del Cineturismo. Occorre dare accesso al credito alle produzioni cinematografiche indipendenti, estendere il tax credit al teatro in maniera strutturata. Insomma, ci vuole coraggio”.

Lei scenderà in campo direttamente in vista della prossima tornata elettorale? Ha particolari aspirazioni di (ri)candidatura?

“Quando me lo chiedono mi viene sempre voglia di parafrasare l’onorevole risposta che sta dando Antonio Tajani in questi giorni quando lo indicano premier per la coalizione di centrodestra: sono un semplice soldato, sono a disposizione del partito e del presidente Berlusconi”. 

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