Lo strappo dei socialisti, sale la tensione in maggioranza

All’indomani dello ‘strappo’ consumatosi sull’elezione del presidente del Consiglio, che ha eletto il ‘progressista’ Dario Loffredo con 19 voti, tra deluchiani e socialisti ora ci sono fibrillazioni. Il Psi conferma con il voto in Aula il veto su Loffredo delineando, di fatto, divergenze in maggioranza. Si tenta di ricucire ma la strada appare tutta in salita. I socialisti Di Popolo, Avella e Willburger, ieri sera, hanno espresso una preferenza diversa rispetto all’indicazione del sindaco Enzo Napoli votando, in prima battuta, l’ex assessore alla Cultura Willburger e poi virando su Avella. Per Loffredo nessun voto dal partito del Garofano che apre la prima vera spaccatura anche all’interno della giunta comunale dove è presente l’assessore all’Ambiente Massimiliano Natella. Psi al governo, Progressisti esclusi. Napoli potrebbe, a questo punto, riflettere. Animi agitati tra le forze ‘deluchiane’ dopo il voto in aula. Nei canoni della politica, il Psi sarebbe fuori dalla maggioranza non sostenendo il presidente del consiglio comunale, figura autorevole del massimo organo di rappresentanza cittadina. E per i Progressisti potrebbe arrivare, dopo la presidenza del consiglio, anche una delega ora nelle mani del primo cittadino. Lo sport potrebbe passare al consigliere Antonio Fiore, figlio di Nello in corsa per un posto alla Regione che dovrebbe subentrare a Nino Savastano per il quale, a seguito degli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti irregolari e il sistema delle coop al comune di Salerno, è scattata la sospensione.

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