Salernitana, cuore e (buona) prestazione non bastano: il derby va al Napoli

di Brigida Vicinanza

La Cenerentola Salernitana non perde la scarpetta e ci prova, di forza, regge e dimostra che può rimanere in questa massima serie. Dopo un primo da 0 a 0 in cui entrambe le compagini hanno tentato di strappare il vantaggio, le porte rimangono inviolate. All’Arechi per il derby tra Salernitana e Napoli ci sono oltre 17mila spettatori e le Forze dell’ordine hanno effettuato un lavoro minuzioso di controllo e supervisione. Scacciata la paura per i disordini (dati i tantissimi tifosi napoletani della provincia di Salerno presenti nei settori di casa tra tribuna e distinti) in campo si lotta su tutti i palloni utili. Gli uomini di mister Colantuono si fanno trascinare ancora una volta da Ribéry che cerca nella coppia inedita Gondo-Bonazzoli lo spunto per il vantaggio. Ma il vantaggio arriva per la squadra avversaria al minuto 17 del secondo tempo dopo un’azione (dubbia) e le incertezze di Belec, a segnare è l’azzurro Zielinski. Al 24esimo del secondo tempo i granata rimangono in 10 dopo l’espulsione di Kastanos per un fallo su Anguissa, rivisto al Var dall’arbitro Fabbri. Equilibrio ristabilito nei numeri con il rosso diretto per Koulibay al 32” ai danni di Simy che guadagna una punizione al limite dell’area. Ribéry prende le misure e inquadra la porta, ma il pallone non entra, difeso da Di Lorenzo. La Salernitana tenta il pareggio fino alla fine mettendo cuore e grinta sul rettangolo verde, ma il derby va al Napoli, nonostante una grande prestazione della squadra di Colantuono che fanalino di coda della classifica di serie A è riuscita a tenere testa alla prima della classe che segna a Belec un solo gol.

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