Salernitana, il destino ha più fantasia: i granata giocano (bene) ma l’Atalanta segna

di Brigida Vicinanza

TABELLINO SALERNITANA-ATALANTA 0-1

SALERNITANA (3-4-1-2): Belec; Gyombér (26′ st Bogdan), Strandberg, Gagliolo; Kechrida, L. Coulibaly, M. Coulibaly, Ranieri (16′ st Jaroszynski); Ribéry (1′ st Obi); Gondo (16′ st Bonazzoli), Djuric (29′ st Simy). A disp: Fiorillo, Schiavone, Di Tacchio, Kastanos, Zortea, Delli Carri, Vergani. All: Castori.

ATALANTA (3-4-2-1): Musso; Toloi, Demiral (1′ st Djimsiti), Palomino; Maehle, Pasalic (1′ st Koopmeiners), Freuler, Gosens (45′ st Pezzella); Malinovskyi (13′ st Zappacosta), Miranchuk (1′ st Ilicic); Zapata. A disp: Rossi, Sportiello, Pessina, Lovato, Piccoli. All: Gasperini.

Arbitro: Valeri di Roma (Giallatini – Dei Giudici). IV Uomo: Fourneau Di Roma. Var: Di Bello di Brindisi (Pagliardini)

NOTE. Marcatore: Zapata al 30′ st. Ammoniti: Djuric, Ranieri, Obi, Jaroszynski (S), Mahele, Toloi, Demiral, Malinovskyi (A). Angoli: 6-4. Recupero: 1′ pt, 4′ st.

Tutta Salernitana all’Arechi per la febbre del sabato sera, che tiene la Dea…bendata. Che guarda però solo in casa bergamasca. Il “cambio” di passo si vede, la panchina che scotta per mister Fabrizio Castori dà i suoi frutti davanti al pubblico delle grandi occasioni per il match contro l’Atalanta di Gasperini. Ma non solo quelli delle grandi occasioni: nella curva sud Siberiano tornano gli ultras che hanno ininterrottamente cantato, incitato, applaudito i giocatori in campo. Un primo tempo in cui la Salernitana ha guidato il gioco e non ha neanche per un attimo mollato, di fronte ad un’Atalanta poco fantasiosa e creativa. Cedric Gondo si (ri)prende i suoi tifosi dopo le polemiche al suo arrivo e le “spegne” con una prestazione più che sufficiente. Primi 45 minuti con la maglia da titolare anche per Franck Ribery che dà qualità sul rettangolo verde e trova subito spazio con il 3-4-1-2. La serata delle novità per Castori che non solo cambia modulo, ma pare che abbia plasmato e variato il volto ai granata, che ritrovano voglia e grinta solo alla quarta di campionato, reduci dalla pesante sconfitta a Torino. La Salernitana si dimostra subito pronta, forte del prato verde di casa con un parterre d’eccezione: dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, all’amministratore Marchetti, all’ex allenatore Gian Piero Ventura. Durante la prima fase di gioco tenta più volte il tiro in porta, impensierendo il portiere avversario. Ma è durante i primi 25 minuti del secondo tempo che la Salernitana tira fuori il carattere e tenta spudoratamente con Bonazzoli il vantaggio, che però per ben due volte non riesce ad inquadrare la porta, prima con un palo pieno, poi in alto sfiorando l’incrocio dei pali. Un’iniezione di fiducia a Castori e ai tifosi della Bersagliera, che però diventa “velenosa” al 29esimo con il gol di Zapata, che porta in vantaggio l’Atalanta con un colpo di…fortuna. Poche le azioni – infatti – create dai lombardi, che però sfruttano una disattenzione della difesa dell’ippocampo per bucarla e cogliere di sorpresa Belec. Non basta l’impegno, la Salernitana questa sera è stata davvero squadra. Ma spesso… “il destino ha più fantasia di noi”.

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