«Ancora una volta riscontriamo l’arroganza e la mancanza di rispetto per cittadini, disabili ed anziani» esordisce Cristian Santoro, operatore sanitario e responsabile provinciale dell’Associazione AILA, con voce che tradisce indignazione e preoccupazione. E aggiunge: «Visto che il governatore ha imposto che venissero tolte le panchine da Piazzetta Bolognini, dopo quella sua ennesima sceriffata e facendola passare come operazione del Comune di Salerno, io gli vorrei ricordare che anche lui potrebbe aer bisogno di una panchina per riposare quando gira per la città, visto che non è un ragazzino di primo pelo e non bisogna dimenticare che quindi purtroppo esistono delle difficoltà oggettive». Santoro richiama l’attenzione sul quartiere Carmine di Salerno, nell’area di fronte al Santuario della Madonna del Carmine, dove, secondo l’intervento dell’amministrazione, alcune panchine sono state rimosse nella notte del 29 ottobre 2025. L’argomento è semplice ma per nulla banale: quell’aiuto minimo che una panchina può dare — a chi è in attesa di visita all’ASL, a chi si ferma dopo la Messa, a chi semplicemente ha bisogno di un momento di riposo — qui, viene negato. “La soluzione era di semplice attuazione: aumentare la presenza di polizia municipale, visto che da Piazza Naddeo ad arrivare alle Poste Centrali non c’è neanche l’ombra». È un’accusa diretta alla politica — «bisogna smetterla di prendere in giro i cittadini facendo spavalderie e mistificando la realtà» — e al contempo un richiamo al rispetto e al senso civico. Per Santoro questa amministrazione «ha fatto solo danni», e lo si vede «tutti i giorni con il degrado di una città alla deriva in tutti i settori sia ambientale che sulla viabilità ordinaria e soprattutto strutturale». E fornisce esempi concreti: «ad esempio il crollo del pattinodromo». Le parole di Santoro trovano un riscontro nelle cronache locali: la città di Salerno segnala da tempo situazioni critiche. Il Codacons ha presentato un dossier al sindaco Vincenzo Napoli nel settembre 2024, denunciando «sporcizia, pochissima attenzione per il verde pubblico e centro storico abbandonato». Nel marzo 2025 la zona del viale Lungoirno è stata segnalata come «un percorso ad ostacoli», con pavimentazione sollevata dalle radici degli alberi che rende difficile la passeggiata, soprattutto per anziani. Il centro storico e il lungomare sono stati oggetto di segnalazioni di microcriminalità ed emergenza sicurezza: «degrado e violenze, siamo davvero stanchi» recita il titolo dell’articolo dell’agosto 2025 de “La Città”. Il crollo della struttura esterna del pattinodromo sul lungomare del quartiere Torrione è solo l’ultimo, grave episodio: lesioni, cedimenti, voragini già segnalate da mesi, con la pista interdetta e la struttura che «si sbriciola» come ripreso anche dalle cronache RAI e su cui il Codacons ha inviato una formale diffida al Comune di Salerno. Questi esempi non sono semplici dettagli tecnici: raccontano una città che, secondo molti, è stata lasciata andare — dove le manutenzioni ordinarie diventano straordinarie solo dopo i danni, dove le promesse sovente restano su carta. «Una città viva è fatta di muri sicuri, di spazi pubblici accessibili e dignitosi, non di strutture lasciate al degrado e ai capricci del mare» per dirla con le parole della consigliera comunale Claudia Pecoraro. Anche il consigliere comunale Dante Santoro ha fatto sentire la sua voce sul caso pattinodromo “La rimozione delle panchine in Piazza Bolognini è per Santoro un simbolo — non solo del degrado fisico, ma della disattenzione istituzionale nei confronti delle «categorie fragili». L’intervento delle autorità – come il sopralluogo del governatore Vincenzo De Luca in zona Carmine il 14 ottobre 2025 – viene percepito come scenografico, mentre in concreto i cittadini segnalano continue difficoltà. Santoro chiede che venga ristabilita la priorità ribadendo ancora una volta che «Servirebbe più presenza della polizia municipale, un presidio vero del territorio, non solo interventi spot. E che si tenga conto delle difficoltà di chi ha meno forza: gli anziani, i disabili, quelli che camminano a fatica». E aggiunge: «Non è accettabile che una panchina diventi un optional». In questo quadro, l’appello che Santoro lancia è duplice: da un lato, più manutenzione, cura degli spazi, decoro, pulizia. Senza questi elementi non solo si peggiora l’immagine della città, ma si segnala la disattenzione verso i cittadini, ed è ovvio che il riferimento è anche legato alla mancanza della cura del verde pubblico dove addirittura si sono fatti arrivare gli alberi sui balconi e nelle case dei cittadini. Dall’altro, maggiore presenza istituzionale e tutela sociale: «Il rispetto non va chiesto alla cittadinanza solo quando è comodo, va garantito sempre, e soprattutto verso chi è più vulnerabile. Non possiamo accettare – conclude Santoro – che il sacrificio di chi lavora ogni giorno per vivere e far crescere la propria comunità venga ignorato». La città, in fondo, chiede dignità. E non è più tempo di passerelle, ma di atti concreti e per questo si chiede con la stessa dignità all’amministrazione comunale di dimettersi se non sono in grade di saper gestire una città.
Salerno, tra il silenzio delle istituzioni e l’urlo del degrado. Le panchine tolte, gli anziani in difficoltà, una città che si sgretola
