Scala (SI): “Non sosteniamo De Luca ma siamo con il Pd”

di Andrea Bignardi

Approva la scelta di allearsi con il Pd il coordinatore di Sinistra Italiana in Campania Tonino Scala. E lo fa nonostante qualche malumore, legato alla storica opposizione del partito alle politiche di Vincenzo De Luca. Per Scala il Pd, infatti, non è più un partito di sinistra, nonostante ci sia una mancanza di consapevolezza da parte della base. È divenuto, piuttosto, un grande partito di centro, legato alla linea politica atlantista. E, in Campania, al governatore ed ai suoi candidati che, però, dovranno essere sostenuti gioco forza dalla lista rosso – verde, nei collegi uninominali. La scelta, secondo il coordinatore di SI, sarebbe stata legata alla scarsità di tempo nel costruire una coalizione pienamente di sinistra, oltre che alla necessità di fronteggiare una destra giudicata pericolosa e tendente eccessivamente al sovranismo. E rivendica che un voto dato alla formazione rossoverde servirà a rafforzare la componente di sinistra all’interno della grande coalizione capeggiata dal PD.

Coordinatore Scala, lei si è da sempre ritenuto uomo di sinistra: ma il Pd, di sinistra, lo è?
“Il Pd non è più un partito di sinistra, anche se questo gran parte della base non lo sa. È un partito moderato, una Dc 3.0. senza essere la DC. Da tempo il Partito Democratico si è schierato su posizioni di Centro, che guarda a destra, appoggiando in toto la politica degli Stati Uniti. Non è più pensabile collocarlo a sinistra e per questo ritengo che sia fondamentale che si venga a creare una nuova forza che sappia parlare a quell’elettorato dimenticato. Insomma con questa legge elettorale il Pd è un alleato elettorale, nel solco della tradizione degli ultimi venticinque anni, per provare a tutelare la nostra Costituzione che potrebbe essere stravolta se le destre dovessero vincere le elezioni”.
In Campania c’è un’anomalia rispetto a quanto accade in altre regioni d’Italia, sul fronte della sinistra?
“Certo, noi non sosteniamo scientemente De Luca, proprio per questo motivo non siediamo tra i banchi del Consiglio Regionale. Ci siamo posti in questi anni come alternativa sia alla destra ma anche allo stesso De Luca. Questo per provare a difendere la sanità pubblica, l’emergenza Covid ha ancor più aumentato il distanziamento sociale e politico, rifiutando di fatto una pratica del potere grottesca e sopra le righe apparentemente superficiale in realtà pericolosa perché forza e sempre per finalità particolari le norme, la Costituzione e il buon senso. Questo lo rivendichiamo. De Luca ha sempre favorito i poteri forti. Da anni si è accontentato di accettare le decisioni del Governo, se non qualche sceneggiata di cattivo gusto, e per questo ha fatto tanti tagli nella sanità pubblica. In fondo ha adottato il sistema lombardo favorendo lo sviluppo delle cliniche private a discapito della sanità pubblica”.

Sostenere il Pd nei collegi uninominali, e specie a Salerno (Bonavitacola) è stato un controsenso?
“Avremmo preferito candidati condivisi questo è fuori dubbio, ma non c’è stato il tempo per costruire una coalizione. E tutti noi compresi abbiamo provato a mettere in campo i candidati “migliori” per provare a vincere nei collegi. Con questa legge elettorale l’unica cosa che potevamo fare era provare a difendere la Costituzione facendo un accordo elettorale. Questo provando a giocare ancora, come sempre la nostra partita: tutelare i più deboli e l’ambiente. Ci siamo presentati con un nostro programma. Anche perché non esiste una transizione ecologica senza una transizione sociale. Per farlo il tentativo è connettere le esperienze territoriali e allo stesso tempo seguire il solco di esperienza internazionali che hanno dimostrato come le ricette anche radicali possano conquistare ampi consensi. Autonomia differenziata, presidenzialismo, difesa dei confini, Salvini ministro. Questo è ciò che la destra prospetta al Paese
Ecco alcuni validi motivi per non votarli”.

Il coordinamento provinciale sembra difendere questa scelta, in sintonia con la direzione nazionale: lei è d’accordo?
“I compagni di Salerno fanno bene a difendere la scelta. Era l’unica, viste le condizioni date. Questa destra è pericolosa. E se guardiamo bene ora anche il centrosinistra ha una opportunità votare una forza di sinistra e ambientalista a sinistra del Pd. È l’unico modo per provare a spostare l’asse. A Salerno come in Italia l’alternativa c’è è di Sinistra ed è la lista Rosso Verde. Se vogliamo realmente provare a ricostruire una sinistra in Italia bisogna rafforzare la nostra lista”.

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