Salerno spiagge libere? Anzi no!

di Luigi Cerciello

Già nel giugno 2021 su l’ora avevamo affrontato l’argomento dei “furbetti”, concessionari di lidi e del nolo di ombrelloni e lettini, e di come si fossero appropriati dell’arenile cittadino facendo il buono ed il cattivo tempo, complice un’amministrazione comunale “lasca” e cieca. Anche quest’anno ci ritroviamo a dover parlare di nuovo (purtroppo) delle spiagge cittadine. Si avvicina l’ultimo week end di luglio e con esso le agognate ferie, quelle che moltissimi salernitani, complice la crisi economica e (per i più attenti) l’avvicinarsi degli spaventosi aumenti delle tasse comunali, si troveranno a fare in città. Ebbene mentre ad Agropoli anche questa estate il comune ha dato il via al rastrellamento e sequestro dell’”ombrellone selvaggio” (così viene definita la pratica di molti bagnanti di lasciare ombrelloni e sedie sulle spiagge libere al fine di preservarsi il posto in spiaggia), che ricordiamo è una pratica illecita in quanto la spiaggia è “libera” quindi fruibile da tutti e non di diritto esclusivo di utilizzo. A Salerno invece assistiamo alla pratica dell’”ombrellone selvaggio” da coloro che hanno avuto la concessione per il noleggio di ombrelloni sedie a sdraio e lettini da sole. Il giochetto è molto semplice: i concessionari alle prime ore del giorno fanno una vera e propria stesa di ombrelloni e lettini occupando di fatto l’intera spiaggia come fossero un vero e proprio lido senza dare alcuna possibilità ai bagnanti di poter mettere il proprio ombrellone e costringendoli così a tornarsene a casa o fittarsi il lettino. Un comportamento prepotente disonesto e lesivo non solo della legge e delle libertà democratiche ma anche delle casse comunali già così tristemente indebitate; infatti in questa maniera si evade di fatto anche la pur modesta concessione balneare dovuta per Legge. Altra anomalia che si nota è la mancanza delle distanze e dell’obbligo di lasciare il bagnasciuga libero e qui ci chiediamo la Capitaneria di Porto cosa aspetti ad intervenire. D’altronde le foto parlano chiaro e comunque basta andare di persona per constatare la veridicità di quanto detto. La domanda sorge spontanea: il Comune che fa? Perché continua a permettere questo ed altri atteggiamenti simili sulle spiagge cittadine? La Capitaneria come mai non interviene?  Aspettiamo una risposta dagli organi competenti.

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