Deep: cultura a Salerno come piazza della Libertà, un vuoto con tanti soldi e poche idee

di Marcello D’Ambrosio

Un lungo e articolato dossier sul settore della cultura a Salerno curato da Luciana Libero e Licia Amarante per il movimento DEEP (Democrazia e Partecipazione). Un documento con un’analisi della situazione attuale ed una serie di proposte organizzato in cinque aree: principali criticità, proposte di riqualificazione del settore, documentazione, gli spazi, le fondazioni e l’attività 2021/2022. Un atto di denuncia su come il settore venga gestito dalla politica, in alcuni casi, a proprio uso e consumo. Di seguito il documento integrale.
Assenza di una reale politica culturale: da una attenta disamina delle attività di cultura e spettacolo del Comune di Salerno, appaiono evidenti i due principali punti critici dell’azione dell’amministrazione comunale: la cultura è un mezzo di propaganda e di conquista del consenso. Da qui la mancanza di un assessorato competente nel settore in grado di gestire un portafoglio per le attività e una programmazione almeno triennale.
Da questo derivano la mancanza di una politica culturale per la città e una assoluta casualità e discrezionalità delle scelte. Mancano quindi alcuni principi generali dell’azione culturale: valorizzazione identitaria della città; cultura come welfare europeo e qualità della vita; intervento culturale come sviluppo economico della città e incentivazione turistica. Assenza di programmazione e spreco delle risorse: la mancanza di programmazione comporta un grave spreco delle risorse finanziarie: 5 milioni e più per la stagione lirica del Verdi a fronte di un incasso minore del 10% delle risorse investite; risorse derivanti da programmi europei come il Piano Operativo Cultura e Beni culturali vengono destinate ad un progetto di puro intrattenimento quale il Premio Charlot sempre con incassi esigui a fronte della spesa; altre risorse vengono investite in piccoli ed estemporanei progetti e disperse in mille rivoli. (Vedi affidamento nel 2019 con procedura MEPA all’associazione Mirò per l’allestimento del portale cultura del Comune di Salerno al costo di 21.900 euro ( https://cultura.comune.salerno.it/), un sito lacunoso ed impreciso).Mancanza di trasparenza e criteri di erogazione dei finanziamenti: i contributi comunali vengono concessi secondo la formula “a domanda” e “per autonoma decisione della Giunta Comunale”. L’unico Regolamento esistente relativo alla concessione dei contributi risale al ’93, Giunta Giordano, e fa riferimento all’ Art. 12 (Provvedimenti attributivi di vantaggi economici) della Legge 241/90, che prevede che la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse devono attenersi. Il Regolamento prevede che i contributi vengono elargiti secondo il rilievo progettuale turistico, il valore artistico e culturale, la rilevanza promozionale e turistica. Non vi sono parametri di valutazione né viene indicato un responsabile o una commissione per la valutazione. Sono pertanto criteri aleatori e non verificabili e la formula di concessione “a domanda” consente decisioni del tutto discrezionali. I progetti esecutivi che vengono allegati alle delibere sono sommari, mancano dettagli analitici sulle modalità di spesa, sulle spese per il personale tecnico e artistico, sulla regolarità dei contratti di lavoro etc. Il Comune fa scelte in proprio, a totale discrezione, non regolamentate e prive di trasparenza. Creazione di monopoli inamovibili a svantaggio della collettività: la mancanza di una politica culturale al Comune di Salerno ha di fatto chiuso l’accesso ai tanti operatori e artisti della città privilegiando soltanto coloro che, grazie al sostegno dell’istituzione, hanno trovato lavoro e prosperità con finanziamenti anche cospicui assicurati negli anni. I finanziamenti e gli spazi sono stati assegnati a pochi gruppi divenuti negli anni monopoli inamovibili secondo criteri amicali e clientelari (Teatro Verdi e Sala Pasolini, Teatro delle Arti, Ex Salid, Arena del Mare, piccole sale teatrali) pochi gruppi si contendono da anni le risorse con i finanziamenti più cospicui a progetti che, pur attivi da anni, non sono mai diventati qualificanti della città, tantomeno eventi di portata nazionale e internazionale.Proposte di riqualificazione. Assessorato competente e programmazione della spesa su diversi capitoli:
è necessaria la presenza di un Assessorato alla Cultura e agli Eventi, dotato di portafoglio con il quale programmare le risorse su diversi capitoli: attività culturale e sistema museale con introduzione di siti museali sulla storia della città e sull’arte contemporanea (Museo Civico, Museo delle MCM, Museo di Arte Contemporanea); intrattenimento e associazionismo con selezione per bandi per eventi espositivi, festival e rassegne annuali, albo delle associazioni; attività proprie dell’amministrazione, guardando al ritorno in termini di riqualificazione dell’offerta culturale, immagine della città, presenze del pubblico e incassi, capacità di sinergie pubbliche e private, risorse umane, attività collaterali quali formazione, promozione del pubblico, politica dei prezzi, attività di utilità sociale. Potenziamento delle strutture esistenti quali Fondazione Scuola Medica Salernitana, Fondazione Menna e Fondazione Gatto, come Istituti culturali di alto profilo riconosciuti dal Ministero e dalla Regione, dotati di prestigiosi Comitati scientifici, con organigrammi qualificati e con attività di studi, ricerca e eventi convegnistici di rilievo scientifico e internazionale. Operazione trasparenza e introduzione di criteri regolamentari: regolamenti di erogazione delle risorse; criteri e modalità di presentazione dei progetti, regolamenti di affidamenti degli spazi, bandi e procedure di evidenza pubblica, bandi stagionali (Natale, Estate, etc), albo delle associazioni secondo criteri di professionalità e competenze. Nel 2017 è stato fatto un bando per la creazione di un albo delle associazioni su iniziativa del consigliere D’Alessio. Al momento non è reperibile nel sito del Comune né nelle delibere è mai menzionato come criterio l’iscrizione a tale Albo. Bandi di affidamento degli spazi: anche i vari spazi della città non possono essere assegnati a discrezione dell’Amministrazione. Sia gli spazi per uso permanente che per eventi stagionali o periodici devono essere affidati secondo procedure di evidenza pubblica basati su criteri di professionalità delle associazioni, ritorno in termini di immagine per la città, qualificazione identitaria del luogo, richiamo turistico, presenze del pubblico etc. Progetti di ampio respiro: i numerosi spazi restaurati della città di grande pregio sono attualmente sottoutilizzati. O vengono appaltati a privati che nulla c’entrano con la cultura (vedi Complesso di S. Sofia) o vengono concessi gratuitamente per manifestazioni varie di scarso profilo culturale. Per Palazzo Fruscione, Complesso di S. Sofia, Palazzo Genovese, Palazzina Liberty MCM, manca una destinazione d’uso a servizio della città, quale la creazione di un MUSEO CIVICO che documenti la storia di Salerno; un MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA, un MUSEO DELLE MCM affidati a curatori specializzati mediante bandi ad evidenza pubblica e che sarebbero un grande attrattore di turismo culturale per la città. Consulta della Cultura e degli Eventi: la Consulta Comunale della Cultura, viene formata in ottemperanza ai princìpi dello Statuto Comunale e al fine di favorire la partecipazione dei cittadini e degli operatori del settore alle scelte e alle decisioni in merito. Di solito la Consulta Comunale della Cultura è costituita da esperti e da rappresentanti delle associazioni. Ha funzioni consultive e di orientamento. Documentazione attività relativa al periodo 2021/2022: sulla stagione lirica, l’iniziativa di maggiore spesa del Comune di Salerno è la Stagione Lirica del Teatro Verdi, fortemente voluta da alcuni anni da Vincenzo De Luca, affidata alla direzione di Daniel Oren, la quale ha raggiunto il costo di ben 5.375.000,00. L’importo (che in minima parte proviene dal Ministero, circa 500mila euro come Teatro di Tradizione) comprende una decina di eventi tra opere e concerti; botteghino, accoglienza e portineria a cura di Salerno Solidale S.p.a., spese di pulizia e manutenzione, sanificazione e protezione da Covid-19. L’importo è ragguardevole se si considera che, a differenza di altri Teatri Comunali italiani, classificati come Teatri di tradizione, pesa unicamente sulla sfera pubblica, mancando del tutto partecipazioni e convenzioni con altri organismi pubblici e privati, Università, banche, agenzie di promozione turistica, marchi del lusso che possono aumentare il budget e il pubblico e che comportano attività di promozione con biglietti mirati per fasce e categorie diverse, addetti e impiegati, studenti, disabili etc. A fronte di tale spesa si registrano esigui incassi (scesi ulteriormente durante il periodo Covid), che non raggiungono il dieci per cento della spesa. Mancano attività di formazione, laboratori di attrezzeria e scenografia, manca trasparenza della spesa che viene indicata forfettariamente e non analiticamente (spese per il personale, artisti, maestranze, allestimenti etc). Da anni la gestione è affidata al segretario Antonio Marzullo.

Teatro Verdi, s’incassano 80mila euro ma se ne spendono quattro milioni

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LUCI DI ARTISTA
Il secondo evento più costoso è il ben noto Luci di artista per cui si registra una spesa per l’annualità 2021 /2022 di €. 1.170.840, di cui 740 per noleggio ed installazione delle opere, 210 per acquisto albero oltre Iva. Viene inserito nel quadro della cultura anche se l’evento non ha caratteristiche culturali, trattandosi in gran parte di luminarie industriali e non di opere artistiche di rilievo. Nonostante gli anni e le critiche e nonostante che siano derivate dal ben più prestigioso evento torinese, sono rimaste un evento di richiamo commerciale su cui ci guadagnano le ditte incaricate e gli esercenti privati che operano nell’ospitalità e nel commercio. Di recente si è parlato della nomina di un direttore artistico architetto delle luci.

PREMIO CHARLOT
Il terzo posto se lo aggiudica il PREMIO CHARLOT che viene inserito nel PIANO STRATEGICO PER LA CULTURA E I BENI CULTURALI 2021 che prevede requisiti di evento turistico di rilevanza internazionale e a cui vengono assegnate risorse finanziarie pari ad €300.000,00, con direttore artistico Claudio Tortora. Nella delibera manca il progetto esecutivo. La manifestazione presenta in genere spettacoli di cabaret, concerti, e alcuni nomi di spicco dello spettacolo; nel 2021 ha ospitato Cristian De Sica, Arturo Brachetti, i Neri per Caso e inoltre proiezioni cinematografiche in collaborazione con la Cineteca di Bologna; workshop, e il Campania Blues Festival. Nessuno di questi eventi ha rilievo internazionale.

STAGIONE PROSA
Da numerosi anni la stagione di prosa è affidata alle cure del Teatro Pubblico Campano, presieduto da Alfredo Balsamo cui è stata affidata anche la programmazione della Sala Pasolini. Il Comune versa euro 120mila per il cartellone; la spesa non è particolarmente alta, anche se vengono acquisiti dal Circuito gli incassi e alcune compagnie possono venire a percentuale sugli incassi e non a cachet. Il Teatro Pubblico Campano è un organismo regionale di promozione del pubblico (in altre parole un circuito di distribuzione) e percepisce dal Mic per questa funzione finanziamenti, come altri organismi analoghi di altre regioni; oltre a finanziamenti regionali nell’ambito della Legge regionale per lo spettacolo. Nel 2021 ha ricevuto in ambito FUS (Fondo Unico per lo spettacolo) 700mila euro, tra i maggiori finanziamenti per organismi analoghi italiani che oltre alla distribuzione svolgono attività di formazione, bandi per giovani compagnie e promuovono le compagnie del territorio. Gran parte dei Comuni non entrano nel merito della scelta degli spettacoli e così il circuito diventa di fatto anche il direttore artistico dei teatri in cui opera. Il gruppo di compagnie che entrano in circuito e girano per le varie piazze regionali sono quasi sempre le stesse, molte delle quali sono riconducibili a produzioni collegate ai vertici del circuito. Il circuito gestisce i cartelloni di 25 teatri nella regione tra cui il Delle Arti e il Nuovo a Salerno, propone 9 eventi al Verdi e 6 al Pasolini.

SALERNO LETTERATURA
Alla rassegna viene concesso un finanziamento di euro 40mila oltre una serie di spazi per gli eventi. Partito con la direzione artistica di Francesco Durante, dopo la sua scomparsa il festival è stato affidato a Gennaro Carillo, Massimo Cavezzali, Paolo di Paolo e Daria Limatola, direzione organizzativa Ines Mainieri, il festival presenta nuove pubblicazioni di importanti autori, novità letterarie, incontri con scrittori ed eventi dedicati alla letteratura. Sul modello di Mantova Letteratura e altri festival italiani del settore, la rassegna è riuscita a procurarsi partner e finanziatori ed è particolarmente seguita dal pubblico salernitano; inoltre negli ultimi anni ha allargato il suo programma ad operatori cittadini.

LINEA D’OMBRA
Nato da una costola del Giffoni Film Festival di cui Peppe D’Antonio era vicedirettore, nasce nel 1996 il Festival LINEA D’OMBRA diretto da Giuseppe D’Antonio e dedicato alla produzione giovanile. Il festival ha varie vicende; si costituisce nell’Associazione Salerno in Festival ma a seconda dei finanziamenti che seguono i bandi regionali, viene gestito alcuni anni direttamente dal Comune di Salerno. Nel 2006 diventa Festival delle Culture giovani inseguendo programmi comunali. Prevede film e corti in concorso, giurie di esperti, documentari, incontri con artisti, concerti e spettacoli teatrali; in tanti anni non è riuscito a trovare una sua precisa identità né ad essere una manifestazione di particolare rilievo in campo nazionale o internazionale; dura una settimana in vari spazi. Nel 2021 prende un contributo di 36mila euro dal Comune di Salerno, 70mila dalla Regione Campania e 18mila dal Mic oltre a partecipazioni di vari sponsor.

CITTÀ TEATRALE
La “Città Teatrale” fa capo ai seguenti teatri, alcuni di proprietà comunale: Teatro Nuovo – il Ridotto – il Giullare – Arbostella – La Mennola – la Ribalta – il Genovesi; riceve un contributo annuale di euro 40mila. I teatri sono gestiti da operatori amatoriali e presentano stagioni teatrali in abbonamento, rassegne di tradizione e di nuova drammaturgia, di cabaret, di musical, di teatro-ragazzi e di teatro scuola.

PORTALE DELLA CULTURA
Nel 2019 è stato affidato con procedura MEPA all’associazione Mirò presieduta da Miki Rosco l’allestimento del portale cultura, costo 21.900 euro https://cultura.comune.salerno.it/; il sito si presenta lacunoso e impreciso. Mancano le sale teatrali e molti spazi della città nonché le rassegne e le iniziative organizzate dalle varie associazioni. (l’associazione si occupa della comunicazione di Linea d’ombra).

ARENA DEL MARE E SPETTACOLI ESTIVI – APPROVAZIONE PROGRAMMA
L’Arena del mare viene effettuata secondo un protocollo di intesa fra il Comune di Salerno e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale con una spesa nel 2021 di 30.396,64 euro a carico del Comune per servizi e di 75mila a carico dell’Autorità Portuale. Presenti eventi estivi di spettacolo, Direttore artistico è Claudio Tortora.

XXXV EDIZIONE SALERNO BARBUTI FESTIVAL
La Bottega San Lazzaro ha ricevuto euro 18.900 per l’organizzazione del festival estivo. E’ gestita da anni dalla famiglia Natella. Dopo la morte del capostipite ha eredito il festival la figlia Chiara che gestisce anche la Fiera del Crocifisso e, concessa dalla Diocesi, la chiesetta di S. Apollonia.

CONTRIBUTI E CONCESSIONE GRATUITA DEGLI SPAZI
Oltre agli eventi maggiori, ogni anno vengono concessi ad una serie di associazioni per eventi vari, oltre a piccoli contributi, alcuni spazi: Palazzo Fruscione, Palazzo Genovese, Complesso di Santa Sofia, Sala Pasolini, Stazione marittima e altri. Tra le varie iniziative, Gala di danza, Festival del cinema, Luci in Avalon, Biennale delle arti, Expo internazionale di arte visiva contemporanea, Il viaggio dello sciamano, e altri. Tra le associazioni, Teatro e dintorni, Accademia Grassi, Collaterart, Adorea, Asmudo Pace e Giustizia, Seven Salerno, Casa della Poesia, Scena Teatro, tra queste iniziative Fermenti in comune, progetto in collaborazione con l’ANCI per cui è stata concessa al gruppo Blam la Chiesa dei Morticelli, con un finanziamento di 160mila euro; del progetto fa parte anche l’evento Luna Park all’ex Museo del falso di Porta Elina affidato all’Associazione Pessoa. Sia i napoletani di Blam che gli angresi Pessoa sono associazioni che non hanno sede né lavorano a Salerno. Altre concessioni sono andate alla Fondazione Copernico, Fondazione interna alla Carisal per il Progetto “E’ nata una stella” con l’utilizzo della Chiesa dell’Addolorata; e inoltre a Tempi moderni con l’uso gratuito di Palazzo Fruscione per la Mostra “Nouvelle vague”.

Gli spazi
COMPLESSO DI SANTA SOFIA
Affidato per un Palazzo delle Innovazioni alla Helthware group, società che si occupa di tecnologie digitali nel campo della salute, ceo Roberto Ascione. L’immobile viene concesso in locazione al canone annuo a base d’asta di € 66.519,00; il conduttore si accolla i costi degli interventi manutentivi, scomputandoli dal canone, fino alla concorrenza di euro 70.000. La locazione ha durata di 6 anni. Attualmente il Palazzo delle innovazioni offre organizzazioni di corsi, eventi e spazi per coworking a pagamento.

TEATRO DIANA/SALA PASOLINI
Già cinema a luci rosse, chiuso nel terremoto dell’80, poi sede dell’azienda Soggiorno e Turismo, nel 2006 viene approvata una convezione tra Comune, Fondazione ex Sichelgaita, Provincia di Salerno e Teatro Pubblico Campano per uno “spazio polivalente”; nel 2007 c’è un accordo di programma con la Provincia che destina un finanziamento di euro 450.000. Nell’ottobre 2007 i locali vengono consegnati al Teatro Pubblico Campano (già gestore del cartellone di prosa del Teatro Verdi) cui viene demandata anche la progettazione. Attualmente è utilizzato dal Teatro Pubblico Campano per spettacoli teatrali e rassegne di teatro per ragazzi. La Regione ha finanziato lo scorso anno il programma con circa 90mila euro.

TEATRO DELLE ARTI
I locali del Teatro delle Arti vengono dati in concessione dal Comune di Salerno nel 2002 (atto deliberativo n. 1537) al COS (Consorzio Operatori dello Spettacolo) per 10 anni scomputando il canone di affitto annuo di € 16.000 in cambio di lavori effettuati dal COS per un importo equivalente (160.000 euro) in parte finanziati dalla Provincia di Salerno. Nel 2010 (atto deliberativo n.725), la convenzione è stata prorogata con aumento del canone a euro 24.000 e scomputo dello stesso per altri 14 anni, per un importo di circa € 300.000. Nel 2015, con delibera n.413 del 15/12, e nel 2021, con delibera n.62 del 18/03, vengono scomputati altri 125.000 euro circa addebitati a lavori di straordinaria manutenzione. Soci del Cos sono la famiglia Tortora, titolare del Premio Charlot, e Associazione San Lazzaro che gestisce anche il Teatro dei Barbuti. Il Teatro offre una stagione teatrale in collaborazione con il Teatro Pubblico Campano con abbonamento e sbigliettamento e due sale con programmazione cinematografica.

COMPLESSO EX SALID PARCO DELL’IRNO
Nell’area dell’ex Salid, oggetto di un notevole programma di recupero, è stato realizzato uno spazio teatrale di soli 100/150 posti, il Teatro Ghirelli, privo all’inizio anche di agibilità, affidato alla Fondazione Salerno Contemporanea, costituita nel 2011 con una convenzione tra Comune di Salerno, Università di Salerno e Associazione Assoli di Napoli (trasformazione societaria della fallita Teatro Nuovo di Napoli, titolare dello Stabile di Innovazione Teatro Nuovo), con lo scopo di istituire un teatro stabile di innovazione nella città di Salerno. Impegno comunale euro 50.000;.

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