Quirinalgate il retroscena: il ripiego di “Forza Maggiore”

di LUIGI CERCIELLO

In questi giorni abbiamo molto parlato delle vicende quirinalizie ed è ormai giunto il momento di farne un sunto finale. Abbiamo visto come Mattarella, Presidente della Repubblica uscente, avesse più e più volte affermato in tutte le sedi che non era intenzionato ad un secondo mandato; abbiamo visto come il centro destra pur avendo i numeri più alti, ma non abbastanza, non fosse in grado di esprimere il nuovo presidente; abbiamo visto come tra proclami, demagogia e populismo spicciolo i vari leaders, in particolari i neofiti, abbiano alla fine non solo fatto una pessima figura ma, ancor peggio, abbiano prodotto delle forti fratture nelle loro coalizioni ed all’interno dei loro stessi partiti con serie ripercussioni a livello di immagine e dei futuri assetti politici. Ebbene concludiamo questa nostra settimana di passione politica con il più classico dei finali con “il retroscena”. ricordiamo i punti salienti che alla fine hanno portato all’epilogo che tutti conosciamo: la candidatura della Belloni e quella della Casellati. Come ricorderete Elisabetta Belloni direttrice generale del “DIS” (dipartimento delle informazioni per la sicurezza, il dipartimento presso la Presidenza del Consiglio dei ministri che ha compiti di coordinamento e vigilanza sulle attività dei servizi segreti) era un candidato che piaceva in particolar modo alla Meloni e non era disdegnata neanche da Salvini e da Conte (attenzione: Salvini non la Lega e Conte non i 5 stelle). Figura quella della Belloni ineccepibile infatti su di essa sono state sciorinate fiumi di parole tutte positive (e di questo mi preoccuperei). Ricordate in un precedente articolo ho parlato di trappolone ebbene potremmo meglio dire “contro-trappolone”. Immaginiamo la Belloni eletta presidente; immaginiamo che la Lega ponga assieme a Fratelli d’Italia e qualche altro la sfiducia al governo Draghi; immaginiamo che il tutto sia rimesso poi come da Costituzione nelle mani del nuovo presidente; immaginiamo che questi sciolga le Camere invece di tentare un accordo per la fine della legislatura; immaginiamo in tutto questo un coinvolgimento indiretto anche dei Servizi della repubblica; la Meloni andrebbe così all’incasso ed il centro destra si troverebbe poi un Presidente del Consiglio e della Repubblica di area ed una Meloni leader indiscussa (sarebbe un bel trappolone degno di una spy story); scenario catastrofico per il centro sinistra (ma non solo per il Centro sinistra), bisogna evitare che la Belloni venga eletta, ecco quindi l’incontro segreto (ma manco tanto) e accordo fatto tra Giorgetti (Lega) Letta (PD) Di Maio (5stelle con il gruppo parlamentare più folto che risponde a lui) e qualche altro partito minore che non ha interesse a che si vada subito alle elezioni come ad esempio Italia Viva. Eccoci quindi pronti ad affossare il nome della Belloni, però, c’è un problema ancora irrisolto: il presidente chi lo fa? Ecco quindi arrivare super Mario che Va al Quirinale informa Mattarella delle trame e gli chiede di rimanere in attesa di tempi migliori per la sua successione (Draghi vanta un credito con Mattarella e va a riscuotere la prima rata), non ha caso nel suo discorso di insediamento Mattarella non ha praticamente fatto alcun chiaro accenno alla sua permanenza a tempo o per tutto il mandato presidenziale e da lui che è sempre stato molto sollecito in questi mesi nell’ affermare la sua contrarietà al secondo mandato dovrebbe dare da pensare. Ecco quindi quasi pronto il contro trappolone che per compiersi ha bisogno, oltre al diniego congiunto della candidatura della Belloni anche della bocciatura in fase di votazione del candidato di centro destra la presidente Casellati in modo da piegare definitivamente il centro destra alla rielezione di Mattarella; ma ha questo ci pensano gli stessi delegati regionali di area. Finale della storia: Governo in sicurezza, tutto rimandato al 2023; fantapolitica? Chissà!

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