Le faide interne, vera causa della distruzione del centro desta unito

di LUIGI CERCIELLO

A Salerno il centro destra è lo specchio, la copia perfetta di quello nazionale: spaccato, litigioso, ed irresponsabile. In questo possiamo dire che a Salerno sono stati precursori in quanto questa situazione dura da diversi anni e le ultime esternazioni fatte dall’onorevole Edmondo Cirielli nei confronti della Lega e del suo leader, sempre pronto e sollecito a cogliere ogni opportunità per attaccare sui giornali i suoi “alleati”, ne sono l’ennesima dimostrazione. Tardive generiche e prive di mordente sono arrivate le risposte dei dirigenti della Lega; puntualmente ad ogni elezione il centro destra salernitano si spacca, o meglio qualcuno opera la spaccatura, per far andare tutti disuniti e con quale risultato? Che il centro destra a Salerno non vince da più di 20 anni con conseguente continuo indebolimento e involontaria parte attiva all’avvento del “Deluchismo”. Questo comportamento ha portato anche ad uno scollamento dell’elettorato di destra che in gran parte diserta le urne lasciando campo libero alla sinistra ed alla sua macchina di voti fatta di clientelismo ad opera di partecipate, cooperative ed associazioni. Con l’arrivo della Lega a Salerno e provincia si è pensati ad una svolta, un partito territoriale che tiene a cuore i militanti e le istanze locali, con partecipazione attiva e democratica alle decisioni interne: purtroppo così non è stato. Anche qui la smania di protagonismo e la disorganizzazione ha preso il sopravvento con nomine continue dall’alto di dirigenti, mancanza di assemblee e congressi provinciali, commissariamenti fatti con persone che nulla avevano a che fare con le realtà locali hanno fatto fare ancora una volta un passo indietro all’elettore di destra. Non si sta meglio in casa Forza Italia dove la recente dipartita del senatore Vincenzo Fasano, da lungo tempo reggente provinciale, ha lasciato un vuoto enorme in un partito anch’esso frammentato e poco presente nelle realtà locali. Nulla cambia in Fratelli d’Italia dove da decenni anche la impera l’on. Edmondo Cirielli che con fare militaresco gestisce il partito, indiscusso leader, o se preferite padre padrone, del partito salernitano, capace di allontanare gli elementi migliori.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti perché come sempre si dice: “Sono i numeri che contano” e sono impietosi. A livello locale le liste vengono fatte in fretta e furia raccattando riempi lista qua e là e facendo accordi con consiglieri locali uscenti con promesse di strapuntini parlamentari, non importa da dove vengano, pur di prendere una bandierina e far vedere a Roma che va tutto bene; poco importa se poi alla prima occasione ti abbandonano. I malpensanti dicono che tutto questo sia per avvantaggiare il centro sinistra salernitano di cui il leader indiscusso è Vincenzo De luca ed i suoi figli. Purtroppo oggi ad opera di una legge elettorale che permette di far eleggere nominati senza neanche un voto, ma molto azzeccati al fondoschiena dei segretari nazionali ha portato questo risultato. I parlamentari non si confrontano più direttamente con l’elettorato, anzi lo evitano e 2 anni di emergenza sanitaria gli hanno permesso di avere anche un ottimo alibi. Purtroppo la realtà è che il centro destra è dilaniato da continue faide interne atte solo ad assicurarsi un posto in Parlamento, poco importa come lo si ottiene e soprattutto se si delude l’elettorato e si fa vincere l’avversario. A questo aggiungiamo in finale la completa mancanza di volontà di voler creare anche una vera classe dirigente politica locale che sappia costruire una realtà politica alternativa, perché ricordiamolo in ogni partito che si rispetti esiste una classe di funzionari e dirigenti di partito, i tecnici, i meccanici che ti sanno costruire l’automobile ed i piloti (i politici) che portano l’auto e la scuderia alla vittoria, senza un team preparato ed affiatato non esiste vittoria ma solo sconfitte, ma qui tutti vogliono salire sul podio senza scendere in pista.

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