Paky Memoli e il suo impegno per una “sanità territoriale di alto livello”

“Una possibile soluzione sarebbe quella di avere gli ambulatori per le varie branche specialisticheapertih24 ,anche il sabato e la domenica”

di Martina Masullo

Rivestire il ruolo di medico e di amministratore, in un particolare momento storico come quello che stiamo vivendo, è – certamente – qualcosa di molto impegnativo e ha una doppia valenza. Paky Memoli, medico e vice Sindaco del Comune di Salerno, è impegnata in primissima linea per cercare di mantenere un equilibrio – anche se assai precario – tra la curva dei contagi che continua a crescere e a decrescere, la campagna vaccinale che procede spedita verso l’immunizzazione e la crisi economica che attanaglia, ormai da quasi tre anni, gli imprenditori e i commercianti salernitani piegati da debiti e mancanza di clienti. Quella di queste settimane, infatti, è una città che sta perdendo sempre più le speranze, che non ne può più di chiusure imposte o necessarie, fatta di negozi storici che abbassano definitivamente le saracinesche e di attività giovani che riescono a stento ad arrivare a fine mese. È una Salerno in cui la sanità pubblica è troppo debole per riuscire a gestire una pandemia di tale portata e che avrebbe bisogno di maggiori risorse da investire per assicurare una giusta assistenza a chi ne ha bisogno. Paky Memoli ha cercato di rispondere ad alcune delle domande sulla campagna vaccinale, sulla attuale situa- zione pandemica e sanitaria a Salerno e sul futuro di una città piegata dalla crisi economica.

Come sta procedendo la campagna vaccinale?

“La campagna vaccinale a Salerno sta procedendo bene. C’è ancora una piccola forbice di no vax cinquantenni che ancora non vogliono vaccinarsi, anche se con le nuove regole del Green Pass saranno più propensi forse. Da medico, purtroppo, mi imbatto ancora in alcune persone che non vogliono vaccinarsi non si capisce bene per quale motivo e stiamo facendo un lavoro, non di convincimento, ma di spiegazione dell’importanza dei vaccini. Troviamo ancora una piccola resistenza, ma il nostro lavoro continua. È importante che tutti capiscano quanto sia importante affrontare il Covid da vaccinati con tre dosi – per cui l’infezione diventa simile ad una influenza – e
da non vaccinati rischiando problemi respiratori e polmonari più seri”.

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