“A Salerno non si respira più”: chiude anche la Geox. Ferrara risponde: “Salerno è ancora un’oasi felice”

di Andrea Bignardi

L’assessore Alessandro Ferrara smentisce: “Salerno è ancora un’oasi felice, confidiamo nei distretti commerciali”. Giuseppe Gagliano (Confcommercio): “Il Covid e il freddo hanno sicuramente peggiorato una grave crisi già in atto”

“A Salerno non si respira più”. Il corso cittadino perde un’altra importante firma, quella della Geox. A darne l’annuncio, in un post di- venuto subito virale sui social net- work, una dipendente del negozio attivo ormai da oltre un decennio e che nella serata di domenica ha ab- bassato per l’ultima volta la sua saracinesca. Al di là delle cause, tutte da chiarire, in quanto ogni singola azienda ha un ciclo di vita autonomo, e ancor più le dinamiche sono particolari quando si parla di grandi realtà come quella della “scarpa che respira”, il lungo sfogo social ha messo in luce alcune carenze e criticità della città, che secondo la di- pendente di Geox, oltre che di decine e decine di utenti della rete che ne hanno condiviso le sue parole, non offrirebbe più alcunché a chi vuole fare impresa. “Sono giorni che penso a qualcosa da dire, da aggiungere a quello che, purtroppo, è così evidente” – ha scritto la donna – “Pochi, pochissimi salernitani si sorprenderanno e quelli che non lo faranno o sono ciechi o fanno finta di non vedere il lento suicidio di una città e del suo centro. E no, non è colpa della pandemia (che di certo non ha aiutato) ma è colpa di tutto il resto. Una città che non offre nulla più, anzi non sa offrire nulla più perché di cose da fare e vedere ce ne sarebbero se solo qualcuno se ne occupasse”. La dipendente del negozio Geox (fino al 2009 occupato da una storica firma salernitana, Genovese con la Casa dello Sport) mette in luce nel suo post ulteriori e ben note problematiche della città, dalla crisi del commercio, alla riduzione dei visitatori, alla carenza di parcheggi, fino ai costi giudicati spropositati della sosta.

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